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“Forse sono io che sbaglio…”. Corre su Facebook la fronda anti-Premio Cairo

di - 29 Ottobre 2009

La vicenda è nota un po’ a tutti, anche perché proprio Exibart è stato fra i primi a farla venire a galla. Ma la polemica non si placa, ed anzi pare essere assurta a paradigma dello scontento – abbastanza generalizzato – sulla gestione dei tanti premi d’arte che affollano ormai il panorama italiano.
Riassumendo velocemente: Marzia Migliora vince la 10° edizione del Premio Cairo; qualcuno – il gallerista Guido Cabib, Changing Role – fa notare con veemenza, nel corso della cerimonia, che l’opera non è inedita, quando invece il regolamento del premio impone una nuova opera. Imbarazzo generale, qualche fischio, ma nulla di più.
Incidente chiuso? No, perché su Facebook, piaccia o meno un anello sempre più presente nella comunicazione contemporanea, è nato subito il gruppo dall’eloquente titolo “IL PREMIO CAIRO 2009 VA ANNULLATO”. Che in breve ha superato i cinquecento iscritti…

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[exibart]

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  • la cosa più triste è che nessun addetto ai lavori,(tranne il gallerrista da cui tutto è partito quando tutti sapevano)ha preso pubblicamente posizione.Non basta riportare la notizia, ma anche criticarla apertamente.Omertà italiota, convenienza idiota,della serie il più pulito ha la rogna e chi è pulito ha paura di essere escluso...che schifo

  • Ah quindi Angelo non basta riportare la notizia DUE volte su Exibart? Dobbiamo fare cosa? Un editoriale? Una inchiesta sui premi dove scopriremo -maguardaunpo'!!!- che sovente sono pilotati?? Dovremo intervistare chi? Vicente Todoli? Rudi Fuchs? Nicholas Serota? Per chiedere loro cosa ne pensano del Premio Cairo? Eh?

  • ...e che dire del Premio Terna che, nel bando, richiede "opere bidimensionali" e poi premia "una parte del progetto di una lampada da costruirsi" (primo premio categoria Terawatt) e sei installazioni (primo, secondo e terzo premio sia della categoria Megawatt che della categoria Gigawatt)....

  • ma gia' i premi sono prestabiliti! si invitano gli artisti...e il vincitore sa di vincere ancor prima di appendere il pezzo!
    anzi lo sa prima di imballarlo allo studio.
    Notate anche che nel sistema dittatoriale dell'arte vincono e rivincono borse di studio, residenze, premi, semore le stesse persone con qualche piccola variazione viste le baruffe tra raccomandati e gallerie della dittatura!
    Le stesse Gallerie che decidono che artisti andare alla fiera di torino e bologna per non fare sfigurare i propri artisti dalle ideucce del cavolo con gli artisti seri italiani che devono rimanere a casa!
    Marzia Migliora è per l'arte come Costantino per Mediaset.
    ce' sempre chi lo piazza in qualche televendita, reality, discoteca, programma di gossip etc etc.
    Meglio uno sazio che cento digiuni!
    Ecco il sistema dell'arte italiano ...e poi che polemica inutile é prendersela con un premio tristissimo come il premio cairo!

  • Già, premi e premiozzoli...tutta fuffa.
    Voglio dire, fosse la prima volta che un premio non convince o non rispetta le regole.
    E' vero questa volta non abbiamo solo gli evidenti favoritismi ma abbiamo "il cavillo legale" a cui appellarci...Già ma in un sistema così sporco e pieno amicizie e furberie siamo sicuri che tutto questo pandemonio sia dovuto all'amore per la giustizia? Al desiderio di un sistema migliore?
    Lo spero.
    però c'è un però...non è che questa volta l'ingiustizia ha toccato i galleristi e curatori e allora scotta di più?
    Non vorrei ritrovarmi a fare il gioco degli "inciuciari esclusi".

  • quanti "luca rossi" che vedo. Peccato sempre postumi la fuga dei cavalli o il latte versato. Bisognerebbe chiudere prima il recinto e svincolarsi da questi "miraggi del cairo". Chiunque può essere luca rossi!Fatelo! Non significa fare critica istituzonale o diventare incoerenti verso il vostro lavoro. Significa fare assorbire questo clima (che è poi un clima generale) al vostro lavoro di ieri. Svegliatevi ragazzi!Perchè il problema è il vostro silenzio di ieri. Non il premio cairo.

  • Ecco, che quando succedono queste ingiustizie da retrobottega saltano fuori tutti i vari luca rossi. Peccato sempre postumi la fuga dei cavalli o il latte versato. Peccato sempre postumi e incistati su problemi del tutto irrilevanti (il problema centrale oggi è il ruolo e il linguaggio degli artisti). Bisognerebbe chiudere prima il recinto e svincolarsi da questi "miraggi del cairo". Chiunque può essere luca rossi!Fatelo! Non significa fare sterile critica istituzionale o diventare incoerenti verso il vostro lavoro. Significa far assorbire questo clima (che è poi un clima generale) al vostro lavoro di ieri. Questo metterebbe in discussione voi stessi e il vostro lavoro e vi fa bene. Svegliatevi ragazzi!Perchè il problema è il vostro silenzio di ieri. Non il premio cairo o il premio terna. Altra bufala para-ecologica. Chiedevano opere bidimensionali (che tristezza di richiesta) e ha vinto il (bravo) Garutti con un'opera che ha tutto, ma non è per niente bidimensionale (lampadario enorme che si illumina quando scocca una fulime nel cielo, cosa c'è di più tridimensionale del cielo?).

  • Sono certo che in questo momento M.M abbia gia letto tutti i post che le riguardano e si stia giustamente vergognando come una capra e, molto probabilmente pagherà un prezzo, causato da "altri" che da anni legittimano un sistema sporco ma all'occhio di tutti e che ora lentamente sta venendo alla luce.Povera M.M.
    Ora, modestamente, proporrei per M.M il silenzio totale, l'indifferenza?
    Aggiungo, forse boicottare premi inutili come celeste e terna non sarebbe male; anche perchè, a chi serve parteciparvi. Viva L.R.

  • Ma che tristezza! Anche il mondo dell'arte, che si propone come culturalmente e intellettualmente elevato, si è ridotto
    allo stesso livello di quel triste teatrino politico-trash-mediatico al quale ci tocca, anche involontariamente, assistere ogni giorno. Forse a breve leggeremo pure di un bel sex-gate 'artistico'???!!!
    Il problema non sono nè l'arte nè gli artisti italiani, il problema sono gli italiani (o per lo meno gran parte di essi) che hanno smarrito nei meandri delle epoche più 'sane' l'intelletto, il senso etico, morale e civico, la dignità. Mondo dell'arte incluso.

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