Lo scorso 27 marzo al PAV, Parco Arte Vivente di Torino, si è svolta la seconda fase del progetto di
Michel Blazy Natale in agosto, che prevedeva la semina di fagioli bianchi ai piedi degli abeti dismessi dallo scorso Natale e appena interrati nell’area del Parco. I partecipanti sono stati numerosi e diversi fra bambini, studenti, addetti ai lavori e pubblico vario, ma il progetto è stato modificato in corso d’opera in seguito all’allarme dato da un abitante del quartiere affetto da favismo, malattia che causa gravi crisi emolitiche alla persona soggetta che ingerisce fave e legumi in generale, in alcuni casi anche esclusivamente nel respirare i pollini del frutto in fiore, con le medesime conseguenze dell’ingerimento. Dunque l’artista – che parla di “
casualità creativa che modifica la scultura e che inevitabilmente ne costituisce la sua storia sensibile” – ha deciso seminare il terreno del PAV con pomodori San Marzano, che durante l’estate cresceranno e avvolgeranno i piccoli pini come ghirlande e palline naturali, ovviamnete rossi. L’arte, spesso intesa come elitaria e lontana dalla realtà, sposa invece la “Vita vera”; ascolta il cittadino, lo asseconda nei suoi bisogni e problematicità. Michel Blazy è infatti il primo, insieme al PAV, dimostratosi sensibile all’allarme sollevato e, rispetto all’esito del progetto, che avrebbe previsto una zuppa collettiva appunto ad agosto, l’artista francese esorta lo scambio tra due tradizioni geografiche apparentemente distanti: l’abete natalizio naturale in Francia e il pomodoro in Italia. A luglio, quindi, i primi raccolti e poi, di nuovo in una dimensione corale, la preparazione con i partecipanti di una passata di pomodoro. Ognuno con il proprio barattolo di vetro in mano, dove un pomodoro trasformato per la passata non è solo un pomodoro, ma un pezzo di vita che racconta una storia. Al di fuori della cornice. (
c. c. – v. b.)
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Bella notizia! In arte... fuori da ogni inquadratura, uniti per la natura e nel rispetto di ogni singolo uomo.
Interessante l'intervento.Certo è che ad ogni azione c'è sempre da verificare il dopo.
Io mi farei una zuppa?!?
ma chi scrive i titoli non ha ancora capito che l'articolo indeterminativo maschile "UN" non vuole l'apostrofo? lo insegnano in I elementare.
basta, per favore!
UN con l'apostrofo!!! ........
andate a scuola