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Gabriella Belli: “Nessuna crisi al Mart. E dalla Provincia niente aumenti…”

di - 27 Maggio 2009
La prima inesattezza riguarda la delibera della Provincia Autonoma di Trento e l’assegnazione di un contributo, che si definisce “integrativo” per il 2009. Non è affatto così: […] in vista del cambio di legislatura, dunque ogni 5 anni, tutti gli enti strumentali funzionano con un bilancio tecnico per alcuni mesi, bilancio che viene assestato dopo le elezioni, con la nomina dei nuovi assessori. Dunque la Provincia non ha messo nessuna mano al portafoglio per sostenere il nostro bilancio, ha semplicemente dato al Mart la quota 2009 che ancora non era stata ancora assegnata”. È immediata e documentatissima la replica di Gabriella Belli, direttrice del Mart, all’articolo apparso ieri sul quotidiano L’Adige e ripreso anche da Exibart, che parlava di aria di crisi al grande museo trentino, citando cifre di visitatori e documenti di bilancio che avrebbero dovuto testimoniare una sofferenza economica dell’istituzione. E qui la Belli è perentoria nello smentire: “Altra cosa inesatta riguarda l’ammontare dello stanziamento della Provincia che non è di 13 milioni di euro bensì di 9 milioni di euro. La quota aggiuntiva riguarda le entrate proprie del museo, dunque la quota di autofinanziamento”. Anche sul numero dei visitatori la replica è secca e circostanziata: “214.000 visitatori per un museo d’arte moderna e contemporanea – che non sta a Parigi e nemmeno a Milano, ma a Rovereto – è una cifra molto, molto elevata. La più alta d’Italia: se qualcuno non ci crede vada a vedere i numeri fatti nel 2008 dagli altri musei italiani d’arte moderna e contemporanea”. Poi le riflessioni della direttrice, nella lunga lettera al direttore del quotidiano, abbandonano il piano numerico, per sottolineare gli aspetti culturali della “galassia” Mart: “Perché il nostro successo si deve misurare solo in base al numero di visitatori paganti e non sulla qualità della nostra ricerca e delle nostre proposte espositive? Se proprio si tratta di fare i conti, dovremmo inserire in tabella tutti i nostri successi internazionali, cominciando dalle migliaia di visitatori in coda a Parigi per “Il Secolo del Jazz” o a Washington per la nostra mostra di Morandi…”.

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[exibart]

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  • perfettamente d'accordo con la Belli sulla questione dei numeri. Continuare a misurare la qualità dei servizi solo sul nudo numero dei visitatori è da ottusi. Inutile poi andare a criticare Goldin.

  • “214.000 visitatori"

    Il problema è che sono quasi tutti scolari...
    Per il resto bisogna scomodare gli impressionisti.

    Quant'è che si apriranno gli occhi? L'arte contemporanea non piace a nessuno, il re è nudo!
    Luca Rossi, cercati un lavoro.

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