Sono state restaurate le macchine sceniche realizzate da Arnaldo Pomodoro per le attività teatrali delle Orestiadi di Gibellina. Si tratta delle quattro sculture in vetroresina rivestite a foglia d’oro utilizzate per introdurre in scena i personaggi di Clitennestra, Agamennone, Egisto e Cassandra nell’Agamènnuni del 1983 di Emilio Isgrò: prima tragedia della trilogia de L’Orestea di Eschilo. «La mia idea è l’invenzione di alcuni grandi simboli. Essi sono come aloni -scriveva Pomodoro delle sue opere-, casse di risonanza della tradizione, monumenti nella piazza stessa dove si recita nuovamente la tragedia». Le sculture sono conservate nel Granaio del Baglio Di Stefano.
A questo primo lotto di interventi si è aggiunto anche l’Aratro in rame, ferro e intonaco realizzato da Pomodoro per La Tragedia di Didone, regina di Cartagine di Cherif (1986), oggi installato come scultura ambientale in città, vicino alla chiesa di Quaroni. I restauri sono stati diretti e curati da Nino Soldano, con la supervisione dello studio Pomodoro e l’impiego di maestranze locali. Fra i prossimi interventi in programma, il recupero del coloratissimo carro allegorico realizzato da Consagra nel 1983 per la festa di San Rocco. (davide lacagnina)
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