Anche la
Biennale di Venezia fa
sciopero. Domenica scorsa, 26 luglio, parte dei 110 lavoratori stagionali impiegati nei servizi di custodia, guardiania, guardasala che per ogni edizione “
rincorrono il posto di lavoro presso le cooperative o le agenzie interinali di turno” si sono fermati. L’agitazione, che ha messo fuori uso alcuni servizi al pubblico, non ha comunque impedito l’apertura della mostra e dei padiglioni relativi alle partecipazioni nazionali.
Lo sciopero nasce principalmente dal fatto che cinque lavoratori con esperienza sono stati lasciati a casa nonostante l’accordo firmato Cisl, Uil e Biennale si basi sull’inserimento “
in via prioritaria dei nominativi dei lavoratori che abbiano lavorato almeno un mese in via continuativa in occasione della precedente edizione”, e che dal prossimo anno non sia prevista alcuna lista di priorità formulata in base all’anzianità di servizio, mettendo a repentaglio un servizio centrato sulla professionalità, come si legge nella comunicazione firmata Lavoratori stagionali di Biennale e CGIL-Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia.
I lavoratori stagionali aderenti allo sciopero puntano inoltre il dito contro i nuovi corsi di formazione, non retribuiti e senza la garanzia di un contratto; le comunicazioni a distanza all’Arsenale, da effettuarsi con mezzi propri; le divise (in un primo momento previste a carico del personale), consistenti in una maglietta per l’intera stagione. Oltre a straordinari, maggiorazioni domenicali e ore di servizio, che gli aderenti allo sciopero dicono di aver ottenuto dopo mesi, grazie all’intermediazione delle organizzazioni sindacali. (
francesca guerisoli)
[exibart]