Presentare lavori inediti di giovani artisti, attraverso il rapporto diretto con i grandi capolavori del passato e con l’architettura delle città. Questa la mission di
Gemine Muse, iniziativa promossa dal GAI Giovani Artisti Italiani e diffusa su tutto il territorio nazionale che giunge ai blocchi di partenza della settima edizione forte dei 200mila visitatori che riesce a richiamare ogni anno.
Un viaggio tra opere, installazioni, realizzazioni sonore, performance e video capace di creare una stretta relazione tra il mondo dei musei, gli autori emergenti, i critici, gli operatori del settore e il pubblico. Ventidue le città coinvolte fra il 15 maggio al 18 luglio, da Ancona a Bari, Biella, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Ferrara, Forlì , Genova, Messina, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Prato, Roma, Teramo, Torino, Trento. Con oltre 120 artisti e 30 curatori interessati, in 19 sedi espositive e 3 percorsi diffusi nei centri storici di altrettante località.
Diversi punti di vista autoriali portano il visitatore alla scoperta di stimolanti interpretazioni delle collezioni museali e dei luoghi cittadini divenuti inediti grazie alla ricerca artistica emergente, una rete di “nuovi” spazi che si aprono alla rilettura contemporanea. Il progetto, che in questa settima edizione si avvale dell’inedito punto di vista dello scrittore
Tiziano Scarpa che ha curato un testo a catalogo dal titolo
Piantine che crescono fra le fessure del passato, si avvale del sostegno di Italia Creativa, a cura del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani.
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