L’antico come punto di partenza per riflettere sul presente e viceversa. In Les yeux du Louvre, lo sguardo di Mimmo Jodice (è nato a Napoli nel 1934, dove vive) – la sua curiosità – sono sempre vivi, insieme al tentativo di sfondare la maschera dell’apparenza. Un’operazione che il grande interprete della fotografia va sperimentando da tempo – sempre attraverso la modulazione del bianco e nero – per stabilire una relazione più profonda e ritrovare, allo stesso tempo, elementi che non sono soggetti a “scadenza”. Ecco allora quella gamma di emozioni e stati d’animo – paura, entusiasmo, tensione, gioia, tristezza… – che egli legge nei personaggi ritratti nelle tele antiche, osservati nelle sale del Louvre, che quindi mette in relazione a quelli di donne e uomini dei nostri tempi, persone comuni che lavorano nel grande contenitore culturale. “Fotografare un viso dipinto,” – afferma Jodice – “significa renderlo al presente, annullare i tempi e la differenza tra i linguaggi, quello della pittura e quello della fotografia”. Il terzo sguardo, che va ad intersecare i precedenti, è quello dell’osservatore, chiamato in causa in questo dialogo psicologico. Riflettersi nell’altro è anche un modo per approfondire la conoscenza di sé. Dopo la retrospettiva romana a Palazzo delle Esposizioni, presentata anche alla Maison Européenne de la Photographie nel corso del 2010, Les yeux du Louvre è la prima mostra del noto fotografo italiano in un museo parigino. (manuela de leonardis)
dal 19 maggio al 15 agosto 2011
Mimmo Jodice. Les yeux du Louvre
A cura di Marie-Laure Bernadac
Parigi, Museo del Louvre – Salle de la maquette, Aile Sully
catalogo Les Yeux du Louvre (Coédision Actes Sud / Musée du Louvre Editions 2011)
[exibart]
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