Una cantata a quattro voci, uno spettacolo dedicato al futurismo: un attore, due attrici, un musicista mettono in scena Gli Uccisori del chiaro di luna, liberamente tratto da opere di Marinetti e Majakovskij. Un’ode alla condizione di marginalità, alla battaglia disperata per essere controcorrente, alla violenza dell’insurrezione intellettuale contro i sistemi di valori ufficiali. La storia creativa del movimento futurista diventa metafora del teatro di ricerca contemporaneo, della scena precaria ed “abusiva” dei tanti gruppi indipendenti. Quello prodotto da Amnesia Vivace è uno spettacolo sulla forza e la fragilità, elementi intimamente connessi a certe realtà d’avanguardia che scelgono la via non convenzionale della sperimentazione estrema.
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