Occorre notare, in conclusione, che a differenza della nuova tendenza francese, dove i ristoranti-in-museo diventano i veri quartieri generali di uno chef (spesso magari giovane e rampante), in Italia si procede con un meccanismo che ha molto a che fare col franchising, o nella migliore delle ipotesi con la consulenza. Già perché Colonna potrà pur fare grandi cose al Palazzo delle Esposizioni, ma manterrà testa e presenza nella sua celebre locanda di Labico, idem per quanto riguarda Iaccarino che per il Madre di Napoli ha offerto solo una consulenza, rimanendosene confinato nel bellissimo locale “Don Alfonso”. E se Scabin è una felice -e unica- eccezione (le sue creazioni sorprendenti nascono proprio al Castello di Rivoli), anche Moreno Cedroni potrà inviare tutt’al più qualche ricetta via fax alla Triennale Bovisa, standosene a centinaia di chilometri di distanza, a Senigallia.
Dunque è vero che i musei italiani stanno abbandonando la ristorazione che li contraddistingueva (cara e dozzinale) a favore di una maggiore cura nel cibo ed attenzione ai particolari (non ultima la griffe dello chef), ma è altrettanto vero che la strategia scelta, giusto per far riferimento alle papille gustative, lascia un poco di amaro in bocca… (m. t.)
[exibart]
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Sono d'accordo assolutamente. A Paris è tutta un'altra cosa, basta andare al nuovo Mac|Val per capire...
Non sarà così, parola di Antonello Colonna. Dopo aver stipulato un contratto di locazione e gestione tra l’”Azienda speciale palaexpo” e la mia società sarò direttamente il responsabile fiscale ed operativo di un ristorante a tutti gli effetti. L’area ristorazione del Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale avrà, oltre all’ingresso interno dal museo, due entrate separate, in via Piacenza e in via Milano, così da rendere l’accesso autonomo dagli orari del museo.
E’ chiaro che la sede storica rimarrà la mitica porta rossa di Labico con i suoi sei tavoli e le sue esperienza culinarie, ma è pur vero che al PdE non arriveranno i miei fax ma una mia squadra di collaboratori selezionati dalle mie cucine, dal mio ristorante, dalla mia organizzazione.
A parigi vai al ristorante indipendentemente dal museo, a roma vai al museo e poi, toh, troviil ristorante. E' molto diverso. Speriamo che i costruendi Maxxi e MAcro si comportino diversamente facendosi portatori di proposte gastronomiche più... contemporanee appunto. COn tutto il rispetto di Colonna. Giovani cuochi molto bravi sono presenti anche a Roma, e non aspettano altro di avere la responsabilità di un ristorante di un museo...
Non dimentichiamoci del Palais de Tokyo a Parigi, ma soprattutto di tenere i prezzi bassi.
buona apertutra!!!
spazio ai giovani basta co stì vecchioni......Colonna torna a Labico
Colonna è un grande e il suo ristorante avrà un successone. Ne parla tutta roma