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Grandi lavori al Castello Sforzesco. Che si rilancia con il pergolato di Leonardo

di - 20 Luglio 2018
A Milano, dopo il Duomo, il Castello Sforzesco è la meta d’arte più frequentata da turisti provenienti da tutto il mondo e il suo elemento attrattivo principale resta la Pietà Rondanini, scultura marmorea di Michelangelo, sconosciuta anche ai milanesi fino al 2015, quando è stato aperto il nuovo Museo che la ospita, con l’allestimento progettato da Michele De Lucchi. Il Castello, in concomitanza con le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci (1452-1519), si rilancia a livello internazionale con una serie di importanti interventi strutturali.
Nel dettaglio, si prevede il rinnovamento della segnaletica, un nuovo bookshop a firma di De Lucchi, un infopoint più smart all’entrata, il rinnovamento dell’allestimento del Museo delle Arti decorative, il restauro della decorazione della volta della Rocchetta. È già in corso d’opera la risistemazione del Museo Egizio, anche la Torre del Filarete subirà un restyling, così come l’Antico Ospedale Spagnolo, dove si prevedono nuove sale espositive, mentre sarà rifatto il tetto della Torre del Carmine.
Nuovissimo e scenografico sarà il pergolato di gelsi nel cortile della piazza d’Armi del Castello Sforzesco, che riprodurrà l’affresco realizzato nel 1498 dal Genio del Rinascimento all’interno della Sala delle Asse e sarà composto da 16 alberi di gelsi, i cui rami si intrecceranno a richiamare il dipinto. Tra i principali interventi di risonanza mondiale si attende la fine del restauro della Sala delle Asse, iniziato nel 2013 e interrotto durante i mesi dell’Expo per non togliere al pubblico l’opportunità di ammirarne la bellezza, dove sono emersi disegni di paesaggi attribuiti a Leonardo, celati sotto 14 strati di calce oggi rimossi grazie a una tecnica laser innovativa.
La Sala sarà riaperta ufficialmente il 2 maggio 2019, il giorno della ricorrenza dei 500 anni della morte di Leonardo, che non faceva distinzione tra scienza, tecnica e arte e, per concludere, sarà allestito un ponteggio su cui i visitatori potranno salire per guardare da vicino i disegni emersi in questi anni di ripulitura. La Sala chiuderà poi a fine gennaio 2020, per effettuare l’ultima fase di restauro della volta e delle lunette.
E intanto anche tutti i custodi stanno seguendo corsi di aggiornamento di inglese. (Jacaqueline Ceresoli)

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