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Grandi manovre agli Uffizi. 105 opere dai depositi tornano in esposizione, in 14 nuove sale

di - 29 Maggio 2019
La Venere di Urbino di Tiziano in una stanza appositamente dedicata. Il ritorno, dopo quasi dieci anni, della monumentale Madonna del Popolo di Federico Barocci. Nuove sale dedicate ai capolavori del naturalismo veneziano e a quelli del Tintoretto e del Veronese. Sono solo alcuni dei tesori della grande pittura veneta e fiorentina del ‘500 e del primo ‘600, accolti al primo piano degli Uffizi in 14 sale completamente riallestite.
I lavori, che hanno riguardato un’area del museo di oltre 1100 metri quadrati, sono andati avanti per circa un anno e sono stati realizzati con il supporto di Friends of the Uffizi Galleries, che ha donato 100mila dollari per la nuova Sala della Venere di Urbino. Trish Savides, uno dei membri dell’associazione, ha donato  altri 15mila dollari, per il restauro della Sacra Famiglia di Lorenzo Lotto.
“Due sono i temi fondamentali che hanno guidato il nuovo allestimento: la ricerca di continuità nello stile delle sale vasariane, mediante lo studio di traguardi e anche di punti focali e prospettici nel posizionamento dei quadri; e la costruzione di superfici espositive a supporto delle opere, superfici che hanno la funzione di definire il nuovo spazio museale separandolo dallo spazio architettonico”, ha spiegato il curatore del patrimonio architettonico delle Gallerie degli Uffizi, Antonio Godoli. I colori delle pareti sono naturali, vibranti e vivi. Verde per la pittura veneta, ripreso dai tendaggi e dai rivestimenti che si notano in tanti dipinti del Rinascimento veneziano. Per gli spazi destinati alla scuola toscana è stato scelto un grigio scuro, che richiama la pietra serena dell’architettura degli Uffizi ma con un timbro più caldo e vellutato.
In esposizione, 105 nuove opere, un terzo delle quali da tempo in deposito. La Venere di Urbino di Tiziano è affiancata a destra dalla Flora, sempre di Tiziano, e dalla Fornarina, di Sebastiano del Piombo. Protette da vetri antisfondamento che ne garantiscono anche la stabilità climatica, le tre celeberrime dame potranno ora essere ammirate insieme. Nelle sale adiacenti, tornano finalmente visibili le opere di Lorenzo Lotto, Tintoretto, Veronese, molte delle quali da tempo non più visibili, che completano la collezione di pittura veneta degli Uffizi. Su questo lato è stata aperta anche una finestra sull’Arno, con una vista sul fiume e sulle colline a sud della città, a ristabilire il contatto della Galleria con il suo contesto urbano.
Le pareti della monumentale sala del Pilastro sono state lasciate chiare, così che l’ambiente richiami una chiesa a pianta centrale: qui sono infatti esposte le grandi pale d’altare del periodo della Controriforma. I visitatori vi possono ammirare, dopo dieci anni in deposito, la Madonna del Popolo di Federico Barocci, capolavoro del maestro urbinate che il granduca Pietro Leopoldo comprò a caro prezzo per le collezioni fiorentine. Accanto, ancora del Barocci, lo splendido e atmosferico Noli me tangere, mentre nella parete vicina una diversa versione dello stesso soggetto, questa volta dipinto da Lavinia Fontana, grande pittrice bolognese.
Le stanze accanto alla sala del Pilastro sono state allestite come studioli, prevalentemente con opere di piccole dimensioni: una con dipinti sacri, l’altra con soggetti profani, prevalentemente mitologici e allegorici. Torna visibile anche la Caduta degli Angeli ribelli, di Andrea Commodi: nel grande bozzetto, un drammatico groviglio di anatomie umane con il quale il pittore fiorentino voleva confrontarsi direttamente con il Michelangelo della Cappella Sistina.
Vi è, infine, la zona dedicata alle Dinastie, dove i ritratti dei Medici di Bronzino, tra i quali anche la famosa Eleonora da Toledo con il figlio Giovanni, spiccano sul fondo grigio scuro.
“È come se si fosse aperto un secondo, nuovo museo dentro la Galleria. L’operazione è di portata gigantesca, ed è stata resa possibile anche grazie a una generosa donazione dei Friends of the Uffizi Galleries, presieduti da Maria Vittoria Rimbotti Colonna. Questa formidabile impresa è stata portata a compimento dall’eccezionale squadra delle Gallerie degli Uffizi, che ha lavorato con passione e grande competenza. Finalmente possiamo mostrare nel modo migliore due settori delle nostre collezioni, quello della pittura della Controriforma e quella della pittura veneta, che sono anche tra i più importanti al mondo. Ma non è finita qui: nel giro di pochi mesi tutta l’ala del Cinquecento sarà riallestita”, ha commentato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.

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