Fra i promotori figurano alcuni degli attori più attivi e “pesanti” dell’attuale panorama italiano nell’arte contemporanea, da Unicredit Group alla Collezione Peggy Guggenheim. Sembra quindi nascere con i migliori auspici C4, felice formula che sta per Centro Cultura del Contemporaneo Caldogno, progetto sorretto da un innovativo disegno di formazione attraverso l’arte contemporanea. Che si struttura intorno ad una nuova idea di identità territoriale e di sviluppo economico, sostenuta fortemente da istituzioni pubbliche e private insieme al mondo imprenditoriale, che a partire dal Veneto si pone l’obiettivo di divenire sistema strategico per nuove politiche culturali del territorio. Non un classico centro espositivo, ma un vero e proprio “laboratorio” di ricerca sul contemporaneo che coinvolge insegnanti, artisti, dirigenti della pubblica amministrazione e manager d’impresa per sviluppare innovazione e creatività, come strumenti utilizzabili nei rispettivi campi professionali. La sede del C4 – il cui curatore artistico è Luca Massimo Barbero – è Villa Caldogno, una villa palladiana che ospita all’interno del suo parco un bunker della seconda guerra mondiale, che diventa palcoscenico del programma di committenza site specific ad artisti internazionali appartenenti a diverse generazioni e a diverse aree di ricerca. Con in cantiere già un imponente padiglione di Dan Graham, la realizzazione di una sala fruibile come parte integrante della villa ad opera di Loris Cecchini, una installazione di Luigi Ontani, e degli “affreschi” contemporanei di David Tremlett che faranno riscoprire alla villa il suo antico splendore. Progetti site specific sono stati ideati per la villa da Italo Zuffi, Carlos Garaicoa, Lucy e Jorge Orta, Olafur Eliasson, Tobias Rehberger, Arcangelo Sassolino, Arthur Duff, Riccardo De Marchi, Alan Charlton, Gunter Ümberg e Michel Verjux.
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BOOM! E col C4 saltammo tutti ion aria! ;)