Categorie: Speednews

Ho visto il Louvre su Google. Il futuro dei musei per la due giorni alle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino

di - 29 Luglio 2017
Che differenza c’è tra una passeggiata per il Louvre e una ricerca su Google Immagini?
Le svolte del nuovo millennio hanno radicalmente influito sulle nostre vite quotidiane e, di conseguenza, anche le modalità fruitive ed espositive dell’opera d’arte, oggetto per eccellenza, hanno sviluppato nuove forme di adattamento. Per adesso, sappiamo che i musei sono sempre più visitati, integrati nelle dinamiche delle comunità di riferimento, al centro di un dibattito aperto non solo agli addetti ai lavori e propositori di un nuovo tipo di comunicazione diffusa sui canali dei social network. Ma cosa riserva il futuro ai musei per come li abbiamo conosciuti? Riusciranno a mantenere il passo del tempo? In che forma esisteranno? Che ruolo possono giocare, nello spazio del web?
A questa e altre domande tenterà di dare più risposte possibili Museums at The Post-Digital Turn, primo convegno ideato da AMACI-Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, in collaborazione con OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino e nell’ambito di Museo Ventuno, una nuova piattaforma di ricerca dedicata alle trasformazioni dei musei d’arte contemporanea. Una due giorni, dal 3 al 4 novembre 2017, nei nuovissimi spazi delle OGR di Torino, interamente dedicata a tutte le sfaccettature possibili e futuribili del museo, istituzione tradizionalmente deputata alla storicizzazione, spazio di un rito collettivo di autorappresentazione. Il convegno si articolerà in sette diversi momenti di approfondimento con lecture e presentazioni, tra gli altri, di Claire Bishop, Cécile B. Evans, Liam Gillick e Domenico Quaranta, tra sessioni di approfondimento moderate da chi mastica quotidianamente questi termini, come i direttori Gabriella Belli, Carolyn Christov-Bakargiev, Lorenzo Giusti, Letizia Ragaglia, Nicola Ricciardi e Andrea Viliani. Gli interventi porteranno la testimonianza delle esperienze internazionali più significative, con una sessione scientifica coordinata da Gail Cochrane e Pier Paolo Peruccio, e con contributi di esperti come, tra gli altri, Sara Abram, Lily Diaz-Kommonen, Cecilia Hurley-Griener, Hélène Vassal.
In home:Richard Kalvar
In alto: Elliott Erwitt, Versailles, 1975

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49