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I simboli consumati del nostro tempo. A Bologna, Flavio Favelli presenta la sua Serie Imperiale

di - 24 Marzo 2018
Un viaggio nella storia d’Italia attraverso alcuni dei suoi simboli più forti e sui quali il tempo ha impresso il segno del suo passaggio. Così, per l’ultimo progetto di Flavio Favelli, un ex supermercato Coop, una Casa del Popolo che, adesso, ospita solo uffici, e una serie di francobolli emessa dal 1929 e in uso fino al 1946, trovano un punto di incontro dinamico, un dialogo da sviluppare in senso diacronico. Si tratta di Serie imperiale, progetto che sarà presentato sabato, 24 marzo e a cura di Elisa Del Prete e Silvia Litardi, promosso dall’associazione culturale Nosadella.due, su commissione pubblica della Fondazione Rocca dei Bentivoglio, vincitore della seconda edizione di Italian Council 2017, bando della DGAAP-Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane.
Sulle pareti della Ex miniCoop e della Casa del Popolo di Valsamoggia, in località Bazzano, provincia di Bologna, Favelli ha realizzato due dipinti ispirati all’iconografia dei francobolli storici del Regno d’Italia, appartenenti alla serie “Imperiale” e recanti i simboli del regime fascista. I due siti saranno aperti al pubblico fino al 3 giugno 2018, per ogni weekend e con un ricco programma di appuntamenti, tra visite guidate, percorsi didattici per le scuole, laboratori aperti al pubblico e incontri con l’artista. Dopo la fase espositiva, il progetto si arricchirà di ulteriori evoluzioni che, a partire dall’estate 2018, vedranno svolgersi un intervento di strappo, in collaborazione con il Laboratorio di restauro Camillo Tarozzi, e di trasferimento su tela. Seguirà l’operazione di otturazione, ovvero l’azione di occlusione del taglio lasciato dallo strappo, attraverso cui Favelli marcherà i due siti con un segno permanente. A completamento di queste tre fasi, la documentazione fotografica in VR, a opera della startup bolognese DeyeVR, renderà virtualmente perpetua l’esperienza dell’installazione e dei siti che l’hanno ospitata, accompagnando l’opera-dittico su tela in tutte le sue future esposizioni.

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