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I souvenir de Vénise di Victoria Miro. Chris Ofili? Accattatevillo

di - 18 Luglio 2003

E’ una questione di stile. Il servirsi di espedienti è un classico luogo comune negativo appioppato agli italiani da parte degli stranieri.
Ora, vorremmo sapere come definiscono gli integerrimi visitatori inglesi le iniziative intraprese da Victoria Miro, colosso londinese delle gallerie d’arte contemporanea, al padiglione inglese alla Biennale di Venezia. In discussione non è la visibilità ottenuta per la collaborazione attiva data al progetto di Chris Ofili , del tutto legittima in un sistema dell’arte occidentale nel quale la sperimentazione e la promozione dell’arte contemporanea appaiono demandate all’iniziativa privata delle gallerie, ma piuttosto un paio di originali pensate che a noi appaiono semplici trovate degne del mercato settimanale di Campobasso.
Al banchetto d’ingresso al padiglione inglese infatti, più che ad un punto d’accoglienza, sembra di capitare alla bancherella che vende gondolete kitsch, campaniletti segnatempo e becchime per piccioni.
A voler esser proprio buoni, ci sta pure che Victoria Miro abbia pubblicato un catalogo speciale dedicato all’artista in memoria della storica partecipazione. I tre volumetti raccolti in un cofanetto progettato dal design Karen Wong, definiti la guida che “accompagna la mostra” sono venduti in situ al prezzo speciale di € 40, con l’unica alternativa gratuita di una microscopica guidina di 3 pagine 3 che almeno contiene un ottimo testo e foto dei lavori, seppure in formato mignon e quasi illeggibile.
Ma se, dopo la visita, voleste a tutti i costi portare con voi un ricordino griffato di Chris Ofili, ecco la chicca, l’eccezionale opportunità. Appiccicato alla bell’e meglio sulla parete dietro il solito banchetto, fa bella mostra di sé una stampa dell’artista: si tratta di un’edizione limitata dal titolo “Afro lunar lovers ”, realizzata appositamente per l’evento e tirata in 350 copie a cura di… Victoria Miro. Grazie alla tiratura limitata da gadget delle pompe di benzina, al modico prezzo di € 500 potete dunque accattarvi anche la bella operella, di cm. 49×32. Avete già fatto la somma? Ecco non vi sbagliate: 175mila euro di produzione…
L’eccezionale offerta vale anche per i pezzenti che non potranno venire a Venezia: sul sito della galleria non troverete infatti le foto della mostra ma quella della stampa sì, che potete prenotarvi on-line e farvi mandare comodamente a casa con piccolo contributo spese per la spedizione. Come se non bastasse, ampio e dettagliato spazio all’iniziativa è dato persino sul sito del British Council, l’ente britannico per le relazioni culturali con l’estero (vedi link correlati).
Chris Ofili? “Accattatevillo!”

link correlati
Il sito di Victoria Miro
Lo speciale Biennale del British

[exibart]

Visualizza commenti

  • fate ridere voi ed il vostro ritornello borghese e nostalgico sulla commercializzazione dell'arte e la mercantilizzazione dei valori estetici.

    ciro esposito, un pezzente che non è andato e non andrà a Venezia

  • senza alcun commento, della serie "afferriamo l'attimo e spremiamolo com un limone"
    Quando il commercio svilisce e sminuisce l'arte.
    Allora mi compero una stampa di Mark Ryden o di Shag...... ma le stampre di Ofili hanno l'odore delle opere originali?..........

  • e bravo ciro,hai proprio ragione!

    cmq io a venezia sono stata,e nn è ke sia un gran che!

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