Al piano terra del Museo Laboratorio sono posti una serie di schermi curvi che chiudono gli spazi esistenti tra le colonne per creare una specie di labirinto.
Gli schermi accolgono le proiezioni di immagini di computer art in animazione.
La parete di fronte agli schermi è interamente coperta da cristalli riflettenti per consentire allo spettatore di percorrere La Via completamente immerso nelle immagini e nel loro riflesso. Camminando fa parte egli stesso dell’installazione perché riceve la luce delle immagini sul proprio corpo e si può vedere moltiplicato.
Ognuno ripercorre così la “sua” via e ritrova, quindi, la “sua vita” già vissuta e… da vivere.
“La Via” rappresenta i ritmi dell’esistenza umana.
Le note di accompagnamento, di Enrico Cosimi, sottolineano i significati del fluire della vita, vissuta con ansia, quasi con rabbia a causa della sua discontinuità, a causa di tutti quei momenti che trasformandola velocemente, impediscono di assaporarla con calma cosciente.
E’ importante, però, percorrere “la via” in silenzio e concentrati perché assentarsi per un momento dal mondo contemporaneo, potrebbe portare ad un incontro intimo e silenzioso con l’opera quindi ad un incontro intimo con se stessi e con il senso dell’arte.
Un incontro che potrebbe permettere di valorizzare le nostre esistenze che verrebbero così riconosciute, forse accettate.
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