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Bevilacqua la Masa “alla sbarra” nei
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va a Canossa…
[exibart]
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Linda sono con te!
E comunque se non fosse chiaro Daniele Geminiani è un artista non più giovane (dovrebbe avere tra i 34 e i 36 anni) con una certa carriera alla spalle, pronto a fingersi veneto pur di entrare in Bevilacqua La Masa. E' una cosa un po' penosa per lui. Ha fatto una residenza a Venezia, vuole portare un progetto per la Biennale e voleva spuntarla anche con la Bevilacqua. Questo non ha nulla a che fare con un sua presenza sul territorio, ma solo con una sfruttamento di tutte le vetrine artistiche che la città offre. La vetrina del giovane artista alla Bevilacuqa e quella dell'established alla Biennale. Un grande bluff!
Non confondiamo le carte e vi prego di non continuare con ridicoli interventi in difesa dei quattro arraffoni.
La partecipazione è riservata ai residenti o domiciliati nel Triveneto, o regolarmente iscritti ad Accademie di Belle Arti e/o Istituti Universitari delle regioni del Triveneto.
L'età dei partecipanti, alla data di presentazione delle opere, dovrà essere compresa tra i 18 e i 35 anni.
OVVERO: domicilio
OPPURE: residenza
OPPURE: iscrizione ad un corso di studi...
del tri-veneto-
OVVERO: regioni italiane del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, escludendo i territori della Venezia Giulia oggi appartenenti a Slovenia e Croazia. (Triveneto secondo WIKI)
credo che in passato alcuni artisti abbiano potuto corrispondere ai requisiti del bando grazie ad una domiciliazione, suppur fittizia... cmq rientrando nella categoria dei "domiciliati".
ai vari candidati sarebbe bastato iscriversi ad una università del veneto o del friuli... oppure ad un accademia, cosa certo meno oneroso economicamente, per essere in regola o affittare anche per un breve periodo un "domicilio" magari anche a Cortina d'Ampezzo e pagare anche una sola bolletta elettrica nominale.
L'afferenza di un proprio progetto con il territorio del Triveneto o simili... non è previsto dal bando.
Mi sorprendo che nessuno ci abbia pensato...
bhè... di fatto SO che invece in passato questa soluzione è stata sfruttata.
"Questo non ha nulla a che fare con un sua presenza sul territorio, ma solo con una sfruttamento di tutte le vetrine artistiche che la città offre. La vetrina del giovane artista alla Bevilacuqa e quella dell'established alla Biennale. Un grande bluff!"
Cara Maria,
per un artista cercare istituzioni che accolgano o "patrocinino" in qualche modo un suo progetto realizzato per il territorio in cui esse operano è una cosa quanto meno legittima, talmente logica che a me pare ovvia. E sul territorio si può agire in modo fugace e discontinuo oppure lento e costante, la forza dell'intervento è la cosa che dovrebbe essere valutata (in questo caso congiuntamente ai requisiti-sbarramento) dalla commissione, comparando la qualità delle proposte che le giungono.
L'altra ovvietà che dici è che un artista cerchi delle vetrine per dare visibilità al suo lavoro. Ma va! Tu al suo posto ti infileresti in un tombino? Se fai l'artista forse devi ancora capire la necessità e l'importanza di gettare quello che fai in pasto al mondo-buona fortuna.
Buongiorno Di Veroli,
la fonte ArtInfo è stata aggiunta dopo la mia segnalazione.
Cosa non complicata visto che (come dice anche nel messaggio) lei è l'amministratrice del blog.
Insomma, finiamola di mistificare.
Loris Buozzi
Caro portavoce di Geminiani,
non c'è niente di male a voler esporre in una città, ma esistono tanti modi. Ci sono tanti che possono "accogliere o patrocinare" un progetto esterno. Anche la stessa Bevilacqua, senza dover assegnare indebitamente uno studio...
Il problema sta proprio nel pensare che l'artista abbia bisogno di vetrine per il suo lavoro. Se fosse solo così sarebbe un vetrinista.
é evidente che un artista ha bisogno di esporre il suo lavoro ed è giusto che trovi i luoghi migliori, ma se uno è pronto a imbrogliare per la propria visibilità, allora si è un vetrinista.
O come si dice a Roma un poraccio.
giusto: "I curatori, pigri/vanesi/vittima delle loro passioncelle e pochissimo preparati, continuano a sostenere questi modelli in un loop piagnone che ci portiamo avanti da anni." Linda Blair mi trova d'accordo.
nel link segnalato Micol Di Veroli scrive:
"Curatori che si fingono artisti, artisti che si fingono curatori, curatori/artisti che fanno i galleristi."
se di veroli lo scrive si vede che questa situazione l'ha vista e ha diversi colleghi/artisti/che si comportano in questo modo.
facciamo il punto sulla situazione artistica e curatoriale in Italia.
sarebbe il caso di alzare questo coperchio e vedere come vanno le cose.
scrivo allo SCARTATO, senza polemiche puoi trovare il mio portfolio qui:
http://www.sottobosco.net/pdf/nicoangiuli.pdf
sono uno dei quattro artisti riselezionati, solo che come studente iscritto mi hanno segnato come angiuli nicola, ma se cerchi nico angiuli, qualcosa di mio si trova,
mi auguro il meglio per tutti quelli che fanno ricerca seria
Oddio, forse è meglio non vedere i portfoli...
Guiotto che ha ammesso di essere escluso e di accettare perché gli altri erano più bravi, ha di sicuro un lavoro e una carriera più interessante dei ripescati.
Meglio non sapere più niente!
Caro ANGIULI
la cosa che mi ha colpito di più del tuo portfolio è che metti in curriculum una mostra del 2009 curata da CLAUDIO BUZIOL. ti informo che CLAUDIO BUZIOL purtroppo non è più con noi già dal 2005.
baci a tutti
Andate a lavorare