“
Uno spazio ideale, un Museo geologico, astronomico, archeologico… un Museo di ‘scienze spirituali’, dove i reperti tramandati dalla Storia appaiono accuratamente e rispettosamente conservati ma, resi ormai irriconoscibili dal Tempo, rivisti e catalogati dallo sguardo di oggi”. Questo il concept della scenografia realizzata da
Giulio Paolini per il
Parsifal wagneriano che inaugurerà la stagione d’opera e di balletto del Teatro San Carlo. È la seconda volta che il raffinatissimo maestro dell’Arte Povera si cimenta con una partitura del musicista tedesco: nel 2005 era toccato alla
Valchiria, sempre in tandem con la costumista
Giovanna Buzzi e la regia di
Federico Tiezzi. Quest’ultimo protagonista, a pochi giorni dalla prima, di un incontro col pubblico svoltosi al MADRe, cui hanno preso parte anche il direttore d’orchestra, l’israeliano Asher Fisch, e Mariano Broggia, storico assistente dell’artista genovese. Per il Museo Donnaregina si è trattato dell’esordio di un annunciato ciclo di incontri relativi al cartellone al Massimo napoletano, tanto più significativo se si pensa all’installazione site specific lasciata da Paolini in via Settembrini. Un “paesaggio da camera” ispirato a
Claude Lorrain, accanto a cornici, piedistalli, colonne sospese e al consueto richiamo alla scultura classica incarnato dall’
Hermes di
Prassitele, paradigma di perfezione: questi gli elementi usati in un allestimento “dove sintesi e vertigine si contendono il compito di introdurci all’ascolto” di questo “monumento sonoro” all’epopea del Graal cantata da Chrétien de Troyes. Un’“opera d’arte totale” in bianco e nero, che rispetta con rigore e purezza i “
codici della tradizione teatrale, all’opposto di certe visioni rivolte di recente ai testi wagneriani di messinscena improntate a una volgare attualizzazione o a una macchinosa spettacolarizzazione densa di effetti speciali”. Un’ulteriore conferma, comunque, della scelta vincente di affidare scenografie a grandi protagonisti dell’arte contemporanea, che in passato ha coinvolto artisti come
William Kentridge ed
Anselm Kiefer, e che distingue ormai il San Carlo anche a livello internazionale. (
a. p.)
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Con questa scenografia Paolini inserisce Parsifal nella prospettiva del mito greco distraendolo così dalla perniciosa purezza del mito germanico.
notizia certamente positiva per l'arte contemporanea, ma stridente con l'altra che ha commissariato il Teatro S. Carlo per debiti astronomici dovuti a costi vertiginosi vuoi per sprechi, super-consulenze o predatori di biglietti omaggio(specialmente tra poliici e amministratori, ma anche per una orrenda cultura che ritiene l'omaggio come un diritto di uno status-simbol, uno dei tanti motivi per cui ho abbandonato Napoli 22 anni fa). E invece, da artista delle immagini e della musica credo fermamente che la cultura va aiutata proprio da chi la fa e la rispetta e non la considera un lusso pe pochi, ma patrimonio per molti se non per tutti. IAncor più in tempi così difficili per le economie, soprattutto quella italiana che non può permettersi scenografie riservate per un solo ente lirico come avvenuto sempre con costi spaventosi, ma deve attuare una sana amministrazione che crei sinergie con altre istituzioni italiane e internazionali per suddividere i costi. Solo così l'arte (sia essa musica, immagini o parola) non morirà del tutto o come in parte già lo è se appannaggio solo dei ricchi e potenti.
Ma questo cusani dobbiamo nominarlo ministro della cultura. Primo ministro! quante cose che sa e quanti consigli è pronto a dispensare. bravo. proprio bravo.
Ah povero mondo!!!!!