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Il curatore per l’arte internazionale? Anche la Tate lo cerca via email…

di - 20 Gennaio 2007

È una prassi che si fa sempre più diffusa, parallelamente all’ingresso ormai pervasivo della tecnologia nella vita di tutti i giorni. Grandi aziende, o istituzioni, che bypassano gli head hunter, andandosi a cercare manodopera – anche per le posizioni più prestigiose – direttamente in rete. Anche in campo artistico. In Italia l’ha fatto il Museion di Bolzano, per ricercare nientedimeno che il nuovo direttore, con un bando affidato alla versatilità e velocità di internet. Certo, ora che nell’agone entra anche un tempio del contemporaneo come la londinese Tate Modern, vale la pena di curiosare. E magari – per qualcuno – cominciare ad aggiornare il curriculum. Il museo è dunque alla ricerca di un Curator per la divisione International Art, destinato ad operare all’ampiamento della collezione permanente ed alla formulazione di strategie di aquisizione, oltre che alla programmazione delle mostre temporanee. Una posizione di grande prestigio e responsabilità, per la quale ai candidati sono richiesti fra l’altro studi universitari avanzati, esperienza di almeno cinque anni in gallerie, musei o collezioni d’arte, dimestichezza dimostrabile con l’art world globale. Chiunque pensi che la descrizione gli calzi a pennello, sarà meglio che si sbrighi, il bando scade il prossimo 5 febbraio. Per 30mila sterline annue (circa 45mila euro) più benefits si può fare…

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Info: jobs@tate.org.uk (riferimento: 6149/TM)
Web: www.tate.org.uk/about/workingattate/


[exibart]

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  • ...capirai che novita'! In America ed Ingjilterre saranno almeno
    5 o 6 anni che il mondo dell'arte ricerca tutte le figure professionali in internet. Quotidianamente ci sono almeno 5 post solo a New York!!!Metropolitan, Guggenheim, Moma, Whitney.
    In Italia siamo sempre indietro su tutto...per lavorare in questo campo devi far parte di una stretta elite e riuscire a sapere in tempo di una remota possibilita'...

  • Ho vissuto 5 anni a Londra e tutto nel mondo del lavoro è più limpido, chiaro, semplice. Le conoscenze valgono ovunque, ma mentre qui in Italia sono la base primaria di selezione, altrove sono una rarità. Per non parlare poi dei dettagli dati negli annunci. In Italia il problema non è solo il ritardo cronico.

  • Pienamente d'accordo con Paola. ho lavorato due mesi a New York, e mi sono bastati per notare la differenza abissale con l'Italia in questo senso... Sono tornata a Milano da venti giorni e sono già sconfortata!

  • Ho sperimentato la selezione di Bolzano, più che altro per verificarne la prassi. Sono stato interpellato da un professionale studio milanese e questo è già qualcosa per l'Italia, qualcuno si è preso la briga di leggere il curriculum tuttavia ritengo si sia trattato, da parte del Museion di pura, per quanto elegante, forma. Ho infatti scoperto su Exibart l'esistenza di una commissione di critici internazionali tra i quali figurano Gioni e Basualdo nominata per la scelta definitiva effettuata a fronte delle segnalazioni dell'agenzia, Mi pare quindi che la nomina non sarà valutata secondo criteri di obiettività assoluta...e una prassi che trovo poco comprensibile.

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