La stella di Damien Hirst non vive un momento di grande splendore? Niente paura, c’è tutta una generazione di artisti pronta ad occupare l’ambito “medicine, morgue & affini” lasciato incustodito dall’YBA in fase calante.
Fra questi la giovanissima californiana Kara Tanaka, che si appresta ad affrontare la Pattern room della Collezione Maramotti, spazio progettuale che ospita opere realizzate ad hoc “con l’obbiettivo di fondere pratiche di acquisizione e di accrescimento del patrimonio iconografico con quelle della sua fruizione pubblica”.
E a Reggio Emilia la ventisettenne americana allestisce A Sad Bit of Fruit, Pickled in the Vinegar of Grief, installazione centrata sul destino del corpo umano e realizzata con tredici tavoli d’imbalsamazione. Ma soprattutto basata sui corpi assenti dai tavoli, che “dichiarano un rifiuto del desiderio di immortalità, la cui diffusa presenza ha permeato la cultura occidentale, che l’artista ritiene in una condizione di declino e di profonda crisi”. (marianna agliottone)
Dal 23 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011
Via Fratelli Cervi 66 – Reggio Emilia
info@collezionemaramotti.org
[exibart]
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