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Il dubbio dell’identità e le risposte della new media art. Cyfest fa tappa a New York

di - 8 Gennaio 2019
Si è da poco concluso l’evento inaugurale del CYFEST-12: ID, tenutosi presso il Made in NY Media Center. Il festival, nato a San Pietroburgo, nel 2007, dalla volontà organizzativa di artisti e curatori indipendenti, è uno degli appuntamenti ormai imperdibili nel panorama internazionale delle media arts. Un’ininterrotta attività di ricerca sul rapporto tra arte e nuovi media che confluisce, quest’anno, in una riflessione sul concetto di identità, sempre più permeato e alterato dall’intrusione delle nuove tecnologie.
Attorno a questa tematica si sviluppa un percorso espositivo composto da tre sezioni video. Si parte dalla video-installazione Psychedelic Lock, di Daniele Puppi, un progetto a cura di Valentino Catricalà, direttore artistico del Media Arts Festival di Roma (MAXXI). L’opera si compone di due schermi posti ad angolo, dove l’immagine proiettata viene trasmessa da una superficie all’altra, accompagnata da un suono ipnotico. La giuntura tra i due schermi diviene così il varco di un passaggio spazio-temporale, luogo dell’ambiguità e dell’ignoto, matrice di un perpetuo mutamento. La seconda sezione video prosegue con il progetto E.V.O.D.E.V.O.R.E.V.O. a cura di Carla Gannis. L’installazione video è stata realizzata dagli studenti del MFA del Pratt Digital Arts e indaga l’evoluzione, la devoluzione e la re-evoluzione della coscienza che l’uomo ha della sua identità. A questi tre momenti corrispondono tre video a loop interconnessi che evocano i diversi momenti di questo sviluppo, partendo dal brodo primordiale fino all’avvento delle nuove tecnologie. L’ultima sezione propone invece lo screening video Digital Media Screening: Personal Identity, organizzato da Victoria Ilyushkina, curatrice di Cyland. Il progetto si interroga sulla relazione tra l’individuo e il suo avatar plasmato dai social network. Cosa accade quando tale entità finisce per sostituire l’individuo e, talvolta, per sopravvivergli? Può questa entità dimostrarsi rilevante rispetto all’urgenza umana di salvaguardare la propria memoria? A questi interrogativi tentano di rispondere i venti artisti internazionali selezionati: Vladimir Abikh, Elena Artemenko, Emma Bayer, Marisa Benito, Marina Blinova, Yanina Chernykh, Citron / Lunardi, Mascha Danzis, Di Hu, DVENEODNA, Masha Godovannaya, Joe Hambleton, Mahta Hosseini, Bram Lattré, Virgina Lee Montgomery, Nataliya Lyakh, Reza Masoud, Summer McCorkle, Necko, Gioula Papadopoulou. (Gaia Bobò)
In alto: © Daniele Puppi, Psychedelic Lock, 2016

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