Sono un refrein ricorrente, a cui tutti ormai sono abituati, le proteste delle gallerie d’arte escluse dalle varie fiere. Ma nel caso di
Artissima, il livello pare stia salendo di toni, con accuse articolate ed altrettanto articolate precisazioni del direttore
Andrea Bellini. Ma soprattutto il livello sfiora i palazzi della politica, in una fiera come quella torinese dove la presenza del “pubblico” nella gestione è massiccia. Tutto parte – il campo di gara è un quotidiano,
La Stampa – da un’intervista a uno degli esclusi eccellenti,
Ermanno Tedeschi, tri-gallerista con sedi sotto la Mole, a Roma e Milano. Esponente di rango della potente comunità ebraica ed ex assessore al comune di Torino. “
La mia non è una battaglia personale, è una critica a un metodo, a una Fiera che, pur ricevendo finanziamenti pubblici, non tiene conto delle eccellenze dell’arte contemporanea torinese”, affonda Tedeschi. “
Il provincialismo di Bellini si esprime proprio nel convincimento che per portare una fiera a livello internazionale sia necessario ospitare gallerie straniere. Non si rende conto che internazionalità non vuol dire soltanto essere stranieri. Per esempio, la mia galleria si occupa di arte israeliana”. Pronta la replica del direttore, Andrea Bellini, con una lettera al quotidiano: “
Come tutte le altre fiere che si rispettino Artissima invia alle gallerie che non sono ammesse una lettera standard, perché né il comitato, né la fiera, né tantomeno il suo direttore sono tenuti a scrivere centinaia di lettere (quest’anno ben 180) spiegando ad personam come dovrebbe essere il programma di una galleria”, risponde, motivando l’accusa di carenza di motivazioni nell’esclusione. “
Se lei partecipasse a fiere prestigiose come Art Basel a Basilea, l’Armory Show a New York, il Fiac a Parigi o Frieze a Londra, sarebbe certamente informato su questi fatti. Riguardo al problema da lei sollevato in merito alla penalizzazione delle gallerie torinesi, oltre a farle notare che le gallerie cittadine sono ancora ampiamente rappresentate, le faccio presente che se Art Basel, Frieze o Fiac si fossero appiattite sul ‘locale’ (presentando tutte o buona parte delle gallerie presenti in città) non avrebbero certo raggiunto il livello di qualità che le rende appuntamenti irrinunciabili nel panorama internazionale dell’arte”. La querelle – come si accennava – approda alla Regione, con il consigliere regionale di Fi, Giampiero Leo, che chiede un’audizione urgente in Commissione Cultura dell’assessore Gianni Oliva e del direttore di Artissima, Andrea Bellini. “
Non condivido la scelta di Bellini e del comitato organizzatore – chiosa Leo –
e sono molto preoccupato per l’esclusione di numerose gallerie italiane che hanno fatto la storia e il successo della kermesse”.
Fermo restando il diritto-dovere di Bellini a fare la “sua” fiera perseguendo una comunanza di intenti con
Frieze o
ArtBasel, c’è da dire che le esclusioni di quest’anno sono eclatanti per una serie di motivi che vanno al di là del dato locale sollevato da Tedeschi. Tenere fuori da Artissima, ad esempio, gallerie come
Cardi o
Oredaria significa ritenere “
non adeguati per qualità” mercanti presso i quali proprio le istituzioni torinesi che sostengono la fiera (la Fondazione CRT in primis) hanno pesantemente investito. Cosa ne penserà la potente fondazione piemontese nell’apprendere che le gallerie presso cui ha comprato importanti opere di Mochetti o Calzolari sono, d’un tratto, di scarsa qualità? Probabilmente le polemiche non sono destinate ad esaurirsi nei prossimi mesi…
[exibart]
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ragazzi, non si capisce nulla: MA VOLETE FARE QUALCHE NOME CONCRETO O NO? QUALI SONO QUESTE GALLERIE RIMASTE "DENTRO" CHE SAREBBERO DOVUTE ESSERE MESSE "FUORI"? ragazzi, i nomi se no non si capisce nulla.
anche noi ci chiediamo come sia possibile che alcune gallerie siano quasi intoccabili. hanno eliminato la galleria Glance di Torino che fa un lavoro totalmente indirizzato sugli artisti americani (per cui a nostro avviso totalmente in linea con la direzione della fiera) e hanno accettato la galleria Inarco sempre di Torino che tolti un paio di artisti è veramente di basso livello (a nostro avviso per niente in linea con la fiera).
ci farebbe immensamente piacere se qualcuno ci spiegasse qualcosa.
siamo disgustati. acquistiamo opere in fiera da molti anni e quest'anno ci rifiuteremo di sostenere un progetto che non tiene conto dell'investimento che molti collezionisti fanno per poi imbattersi in un direttore di fiera che non tiene conto di questo, anzi, sminuisce il lavoro fatto.
grazie exibart per dare la possibilità di comunicare attraverso queste pagine on line. cordiali saluti
al di là delle considerazioni... e mai possibile che il pur simpatico Bellini guadagni (fonte La Stampa) 100.000 euri netti all'anno in aggiunta ( e questo è più comprensibile) al rimborso a piè di lista di tutti i viaggi all'estero quando varie iniziative del contemporaneo torinese agonizzano per mancanza di contributi?
i nomi! fate i nomi di ste benedette gallerie...in arco dentro, glance fuori...bene (nel senso che almeno iniziamo a sapere qualcosa), avanti ragazzi, avanti con i nomi, altri eliminati? chi sa parli.
il simpatico sig bellini in uno degli ultimi articoli uscito su La Stampa sostiene che Torino è una città che sa guardare solo al proprio ombelico. ma che bravo!? ma io sfido chiunque a vedere i propri soldi investiti per far belle altre realtà invece di indirizzare le energie sulla città e in particolar modo sugli artisti non solo italiani ma torinesi. ma no..troppo locale come dice lui. anzi, a lui degli artisti torinesi non importa nulla. è arrivato in città con la sua spocchiosità, ma mai si è preoccupato di andare a curiosare tra gli studi degli artisti. unico interesse è presenziare nei luoghi "giusti",la solita minestra e le solite lobby.
e poi di fronte alle giuste richieste di spiegazioni riguardo l'esclusione di alcune gallerie dalla fiera, non ha nemmeno il coraggio di assumersi la responsabilità delle scelte, anzi, passando alla patata bollente dicendo che c'è una commissione di galleristi che vota. ma se tutti lo sanno bene quanta influenza ha su queste votazioni. ma certo che ha anche una bella faccia tosta!
che schifo ragazzi.
Spezzo una lancia a favore di Bellini. Magari sta sbagliando tutto però lo sta facendo assumendosene la piena responsabilità. Meglio così dei classici pasticcetti che partono con i proclami e finiscono per dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Si è scelto l'idea di Bellini, a questo punto gli si riconosca almeno il coraggio di non mollare di un millimetro rispetto al suo disegno. Arriviamo fino in fondo prima di tirare le conclusioni.
ragazzi..è solo questione di potere economico. nient'altro.
se le gallerie, tutte, fossero solidali nei confronti della altre gallerie, ci sarebbe da fare una fiera vuota. stand senza lavori. senza gallerie. un bel buco nell'acqua. ma l'italia è un paese provincialotto che sta al gioco di questo bellini pur di avere un minimo riconoscimento. potere e nient'altro.
dovrebbe vergognarsi anche l'assessore torinese, che fa finta di sostenere gli artisti e tanto per dargli la merendina gli fa fare le misere esposizioni nei sottoscala dei suoi uffici. e tra l'altro a gratis. ma assessore alla cultura de che? della cultura che nemmeno lui conosce visto che di artecontemopranea ha delle lacune vergonose.
signori, è ora di tirare fuori certe cose e fare cadere dalla sedia questi personaggi che non fanno altro che sfruttare il lavoro altrui gratuitamente rimpinzando le proprie tasche.
bisogna parlare parlare.
caro ekberg, il problema sta proprio nel fatto che questo sig bellini non sta assumendosi nessuna responsabilità (leggi gli articoli usciti su La Stampa di Torino, dove lui sostiene che le scelte di esclusione le fanno gli altri galleristi addetti alle votazioni).
ma chivuole prendere in giro? le voci corrono e le gallerie iniziano ad essere giustamente "incazzate".
che forse lui sia solo il burattino di turno anche questo lo si sa, ma avendo scelto di stare a questo gioco dovrebbe almeno avere la compiacenza di giocare più pulito.
l'arte in italia? poveri noi.
inutile prendersela con questo fantoccio, lui è solo l'immagine pubblica della lobby di Minini, Kaufmann, Zero, Noero,Rivoli, ACACIA, e compagni di merende vari. Vogliono farsi la fiera tra di loro? Se la facciano pure...tanto non sono in grado di affermare un indicativo presente, figurarsi un artista.
inutile tutto.