Il Macro getta la lenza e i docenti (dalla scuola dell’infanzia, ai licei), in senso buono, abboccano. È partita un po’ così la nuova iniziativa
MACROSCUOLA con la quale il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, in sinergia con la Guggenheim Veneziana, ha avviato un peculiare progetto di “formazione dei formatori”.
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Ci aspettavamo una quindicina di adesioni” ha sibilato Luca Massimo Barbero già inventore, nel 2003, della piattaforma didattica proprio della Guggenheim lagunare (
A scuola di Guggenheim) e oggi impegnato a far digerire il Macro a studenti e insegnanti dell’area laziale.
Le adesioni – anche grazie ad un indirizzario di docenti che ha raggiunto le tremila unità – sono state invece oltre 100, con 75 effettivi partecipanti alle giornate di formazione. Professoruncoli di storia dell’arte vogliosi di svecchiarsi? Niente affatto: il settore letterario copre il 38% delle partecipazioni; 35% per quello artistico. Nel 30% restante c’è un po’ di tutto, compreso l’8% di insegnanti di matematica.
Gli incontri formativi sono erogati dal Macro non come momenti di erudizione artistica, bensì come strategie comunicative trasversali, che puntino ad inserire il museo e le opere che contiene nel flusso della normale offerta didattica. “
In quest’ottica – spiega il direttore del Macro Barbero –
il museo si pone come strumento di servizio per la formazione più che come divulgatore di nozioni di storia dell’arte”.
I risultati? Non si sono fatti attendere già dopo i primi incontri durante lo scorso ottobre. Le richieste di laboratori al Macro (e quindi di classi che richiedono di passare delle ore negli appositi spazi del museo) sono aumentate tanto da saturare tutti gli spazi disponibili fino a metà gennaio del 2010. E con l’apertura del nuovo Macro di
Odile Decq, MACROSCUOLA avrà dei nuovi spazi sulla piazza sospesa che sovrasterà il museo.
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mi sembra un'idea eccezionale, superba, innovativa........ma un pò vecchia.