Categorie: Speednews

Il Louvre cancella il nome incriminato dei Sackler dalle sue sale ma fa una pessima figura

di - 19 Luglio 2019
Il Louvre ha rimosso ogni riferimento al nome della famiglia Sackler dai suoi apparati informativi nelle sale e dal suo sito web ma, a quanto pare, questa azione non è stata una conseguenza delle proteste di Nan Goldin. Due settimane fa, l’artista e attivista, insieme al collettivo PAIN-Prescription Addiction Intervention, ha inscenato una accesa protesta davanti al museo parigino, chiedendo di non accettare più i finanziamenti provenienti dalla famiglia che possiede la Purdue Pharma, società farmaceutica che produce l’antidolorifico oppiaceo OxyContin, responsabile della crisi degli oppiacei che sta mietendo migliaia di vittime negli Stati Uniti. E, in effetti, il museo ha cancellato il nome della famiglia, anche dai grandi cartelli dell’ala delle antichità orientali, conosciuta come “Aile Sackler des Antiquités orientales”.
Ma, secondo il direttore Jean-Luc Martinez, la causa sarebbe ascrivibile alla cessazione naturale di un accordo ventennale e non all’intervento di Goldin. Secondo Martinez, infatti, i Sackler effettuarono la loro donazione nel 1993 e, quindi, scaduto l’accordo, è stata rimossa anche la citazione. Che poi al Louvre si siano ricordati di cancellare il nome solo nel 2019, quindi diversi anni dopo il termine previsto, è la classica coincidenza. Sì, certo. Insomma, non una grandissima figura, da parte del museo più importante del mondo che, preso tra l’incudine e il martello, ha fatto la scelta giusta ma non è riuscito a portarla fino in fondo.
Sono stati gli stessi attivisti a contestare la dichiarazione del direttore: «Questa è una bugia su due fronti. Innanzitutto, la dedica delle sale alla famiglia Sackler avvenne nel 1997, due anni dopo l’immissione sul mercato dell’Oxycontin. In secondo luogo, sul sito e sulle targhe compariva chiaramente il nome solo fino a poche settimane fa». PAIN ha infatti condiviso le fotografie dei pannelli incriminati, scattate pochi giorni prima della protesta del 29 maggio e immagini più recenti mostrano che il nome è stato oscurato in tutta fretta, addirittura usando del nastro adesivo scuro.
Inoltre, gli attivisti sostengono che in nessuno dei documenti ufficiali del Louvre c’è scritto che una sala possa essere dedicata a un donatore solo per un massimo di 20 anni. «Protestiamo contro questo tentativo di riscrivere la storia e chiediamo a Jean-Luc Martinez di rettificare quanto prima le sue dichiarazioni al fine di rendere ufficiale la rimozione del nome dei Sackler dal Louvre», si legge nella dichiarazione.
D’altra parte, gli attivisti riconoscono le difficoltà del museo nel diramare un annuncio ufficiale in merito a tale argomento ma stanno incoraggiando le istituzioni di tutto il mondo che hanno accettato denaro dai Sacklers a prendere una decisione consapevole. In molti casi, con successi clamorosi, come nel caso del Metropolitan di New York e della National Portrait Gallery, che hanno deciso di non accettare più donazioni insanguinate.
Non sempre, però, i musei si sono mostrati sensibili all’argomento. Per esempio, la settimana scorsa, Tristram Hunt, direttore del Victoria & Albert Museum di Londra, ha dichiarato di essere addirittura «orgoglioso» del fatto che la sua istituzione sia stata sostenuta dalla famiglia Sackler. Questione di gusti.

Articoli recenti

  • Attualità

Partecipare alla cultura non basta: è necessario condividere il potere

Tra retoriche e pratiche, come ripensare le modalità di partecipazione culturale oggi è diventato un dibattito necessario: dal libro di…

23 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

DÉTAILS. Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro
al Castello Gamba di Chatillon

Fino al 21 giugno 2026, il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta – ospita…

22 Aprile 2026 22:23
  • Mercato

Nuovo record assoluto per il design all’asta: volano a $ 33,5 milioni gli specchi di Claude Lalanne

È appena successo da Sotheby’s New York: l’Ensemble di 15 specchi realizzati da Claude Lalanne per Yves Saint Laurent e…

22 Aprile 2026 18:46
  • Design

Milano Design Week 2026: la nuova geografia passa dalle reti indipendenti

Più che una mappa di quartieri, la settimana milanese del design si rivela un’infrastruttura di relazioni. Tra designer emergenti, atelier,…

22 Aprile 2026 18:00
  • Mostre

La pittura sospesa di Luciano Sozio ci invita a sostare nello spazio tra le cose

Alla Galleria Arrivada di Milano la prima mostra di Luciano Sozio: in esposizione una serie di dipinti che indagano la…

22 Aprile 2026 17:10
  • Mostre

Il giardino alchemico di Julie Hamisky è in mostra da Pandolfini Casa d’Aste

Nel pieno della Milano Design Week, la fragilità della materia organica si trasforma in sculture permanenti nelle opere dell'artista francese,…

22 Aprile 2026 16:30