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Il ministero assume, e gli storici dell’arte si incavolano

di - 25 Giugno 2003

“Siamo un gruppo di storici dell’arte e archeologi che da anni lavorano nel settore dei beni culturali in una situazione di assoluta precarietà.
Con stupore abbiamo appreso dalla stampa la notizia del proposito di stabilizzare la situazione dei precari presso il Ministero.
Purtroppo, in seguito a un ulteriore approfondimento, è emerso che questa iniziativa non è aperta a tutti, ma solo ai 726 assistenti tecnici museali”
Eccolo il fattaccio, spiegato nel sito che dà voce a questa protesta. Riepiloghiamo: nel ’99 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali deve prepararsi per affrontare l’imminente Giubileo, a Roma e non solo. Assume circa mille lavoratori a tempo determinato, oggi -a quanto pare- questi 1000 lavoratori, e solo loro, hanno la possibilità di partecipare ad un concorso interno per essere effettivamente assunti presso l’ente governativo.
A questo punto però tutta la schiera dei precari che al Ministero lavoravano già prima del Giubileo si è sollevata. Si sono autonominati piuprecarideiprecari ed hanno costituito un sito dove chiedono la firma di un appello.
Non prendiamo posizione in merito a questa delicata quesione, ma reputiamo comunque interessante e significativa questa notizia.

link correlati
piuprecarideiprecari, il sito
l’appello

[exibart]

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  • Ancora una volta il ministro Urbani ne ha fatta una delle sue. E' bene assumere, ma nel rispetto delle competenze e dei ruoli. Il ruolo degli storici dell'arte non può essere ricoperto da chi non ha un corso regolare di studio universitario in tale disciplina. Se il ministro assume personale non idoneo manderà a gambe all'aria la ricerca e la tutela del patrimonio! Si parla tanto di competenze e capacità e poi si manda un branco di incompetenti, perché non forniti di idonea specializzazione in storia dell'arte, a ricoprire ruoli che non dovrebbero, mai e poi mai ricoprire. E' un'autentica vergogna!

  • Maddai, che lo sanno tutti che a quel concorso, nonostante lo sbarramento basso, hanno partecipato un sacco di laureati e specialisti in materie culturali che, pur di cominiciare a lavorare nel mondo della cultura, hanno accettato di fare anche i guardia sala nei musei. Voi avrete anche le vostre ragioni, ma quei mi suona tanto da solita guerra tra poveracci.

  • Gentile redazione di Exibart, in quanto rivista telematica d'arte più visitata in Italia, se siete come dite, amanti dell'arte, dovreste prendere posizione in merito alla questione. dovreste anzi battervi affinchè il patrimonio artistico italiano sia affidato alle persone competenti.
    Non vorrei essere difeso in tribunale da un geologo, operato in ospedale da un magistrato, nè mandare i miei figli a scuola da allevatori di cani (senza offesa per la categoria); non vedo perchè il patrimonio culturale che è giunto a noi dal passato dobbiamo affidarlo a chi non può neanche comprenderne il valore! Grazie, dorian

  • sì, altro bel problema quello della catalogazione. Campagna assurda, concepita in modo anacronistico, nella quale si sono riversati fiumi di denaro senza che si seguissero veri standard internazionali e senza informatizzare i dati (cosa che si sta facendo ora, spendendo ancora più denaro). E la cosa peggiore è che tutti sanno che non sarà mai possibile concluderla per i lunghi tempi richiesti.

  • gli assitenti tecnici museali sono per la maggior parte laureati o laureandi addirittura specializzati in storia dell'arte e da quattro anni stanno facendo i CUSTODI per cecità degli organi amministrativi. I precari invece vengono da tutte le provenienze, in particolare i giubilari sono spesso senza nessuna qualifica. non si può dire che gli ATM non siano preparati, sono anzi una riserva che lo stato ha preso in giro promettendo l'assunzione e meritano più di altri di essere assorbiti nell'organico. preoccupiamoci invece di tutti i consulenti più o meno amici o conoscenti cui vengono assegnati i lavori di catalogazione. è una vergogna che un paese in cui si spende l'inverosimile per baggianate e referendum a vuoto non risolva il problema dei laureati in materie artistiche scoraggiando l'insegnamento dell'arte e il loro impiego nella pubblica amministrazione.

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