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Il mondo degli animali in mostra, dalle savane agli abissi, nella versione dell’arte contemporanea e della musica. Alla Fondation Cartier di Parigi

di - 2 Luglio 2016
Un corriere e un robin americani, un uccello Lira o il più conosciuto uccello del paradiso ma anche giaguari, scimmie urlatrici, lupi rossi, leoni marini, capodogli, orche: la Fondazione Cartier per l’Arte Contemporanea di Parigi presenta, fino all’8 gennaio 2017, “La Grande Orchestra degli animali“.
Un titolo che si riallaccia alle ricerche dello statunitense Bernie Krause, musicista americano e specialista in bioacustica, che ricordiamo ha collaborato con i Doors e Van Morrison, ed alla creazione di musiche per film come Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Una mostra figurativa e sonora che, riunendo artisti provenienti da tutto il mondo, esplora la ricerca estetica, scientifica e filosofica del mondo animale sempre più minacciato di estinzione. Un’immersione totale nell’universo complesso delle vocalizzazioni animali, resa possibile grazie all’eccezionale lavoro di Bernie Krause, che in oltre quarant’anni, ha raccolto quasi 5mila ore di registrazioni sonore di habitat selvatici, tra terra e mare, popolati da circa 15mila specie di animali, qui con le migliori effettuate in Africa, America e nell’oceano più profondo. «Ogni specie acquisisce una propria nicchia acustica per poi fondersi o creare contrasti, un po’ come violini, fiati, trombe e percussioni che prendono posto in una grande orchestra», asserisce Krause. Lo spazio della mostra è stato allestito dal duo di architetti messicani Gabriela Carrillo e Mauricio Rocha che hanno delimitato i luminosissimi spazi della fondazione con laterizi. Il percorso si apre con un magnifico disegno, di 18 metri di lunghezza, dell’artista cinese Cai Guo-Qiang, rimando alla pittura rupestre, rappresentando il mondo animale intorno ad un corso d’acqua. Presente anche la fotografia naturalistica in bianco e nero del giapponese Hiroshi Sugimoto, che grazie ad un gioco di luci mette in risalto la trama restituita dallo scatto di animali e del loro ambiente. Ma ci sono anche le foto sorprendenti del giapponese Manabu Miyazaki, risultato del suo apparecchio automatico a sensori infrarossi che, sensibile al movimento e alla temperatura, cattura la vita selvaggia: una sorta di fototrappola da esplorazione, mentre tra i video ecco gli uccelli presentati e realizzati dal Cornell Lab of Ornithology, tra questi il bellissimi Lira, maestri nell’arte della danza della seduzione. Molta pittura e tutta coloratissima con i congolesi Pierre Bodo, JP Mika e Moke, e il beninese Cyprien Tokoudagba ma anche Adriana Varejão con i suoi lavori pluridisciplinari che esplorano temi come il colonialismo. Il percorso continua, tra l’altro, in una grande sala, che immersa nell’oscurità,  presenta sette paesaggi sonori organizzati come una colonna sonora da Krause stesso, così come la loro rappresentazione grafica su grande scala. Una bella mostra da non perdere. (livia de leoni)

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