Categorie: Speednews

Il mondo dell’arte si fa sentire. E in Germania il Ministro alla Cultura rivede le modifiche alla legislazione in fatto di “opere nazionali” ed esportazioni

di - 16 Settembre 2015
Non gliele hanno mandate a dire al Ministro dei Beni Culturali Monika Grütters quelli del “sistema dell’arte” tedesco.
Lo hanno fatto, pubblicamente, Georg Baselitz che ha ritirato tutte le sue opere prestate dai musei tedeschi in segno di protesta, e anche Gerhard Richter (in alto un suo Abstraktes Bild), che aveva minacciato di fare la stessa cosa, oltre che di vendere tutto all’estero e deprezzato, se fosse passata la modifica voluta dal Ministero.
Che cosa prevedeva, per esempio, la prima clausola? Una serie di restrizioni nelle esportazioni dell’arte germanica, per impedire lo sdoganamento di importanti beni culturali nazionali.
Una follia che non è passata in silenzio, ma che ha riscorsso migliaia di strali, non solo perché trattasi di un’operazione che dietro la tutela nasconde un’idea quasi nazionalsocialista, ma anche perché così facendo la Germania avrebbe perso un bel po’ di “cassa” legata al mondo della cultura.
La nuova proposta di legge, pubblicata ieri, contiene così alcune modifiche volte a placare i furibondi professionisti dell’arte, anche se restano alcune nuove “burocrazie”, come i permessi di esportazione, a seconda che si tratti di Unione Europea o meno, in base all’età anagrafica dell’opera.
La Grütters ha poi rilasciato una nota stampa in cui dichiara che il “valore culturale nazionale” non sarà ad appannaggio di tutte le opere, anzi (come a dire che, tra il contemporaneo, c’è anche tanta fuffa che gira) e che saranno gli artisti interessati a mettere l’ultima parola rispetto alle opere che saranno elevate a “simboli nazionali”.
Infine, “La definizione di ciò che costituisce un elemento culturale di valore a livello nazionale continuerà ad essere valutato da esperti: musei, galleristi, collezionisti e tutti coloro che fanno parte del mondo dell’arte”, si legge. I rappresentanti dell’arte tedesca ringraziano per la generosità, verrebbe da dire.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il gergo aziendale sta diventando una nuova forma di pornografia? Un progetto artistico ne indaga i rischi

Il collettivo di arte sociale DMAV – Dalla Maschera al Volto presenta Corporate Porn. Fenomenologia dell’oscenità organizzativa e tensioni di…

17 Maggio 2026 14:02
  • Mostre

A Tokyo la cultura ha molte facce: cinque mostre (più una) da vedere ora

Dopo Kyotographie a Kyoto, il nostro viaggio tra mostre e iniziative artistiche in Giappone continua a Tokyo con sei esposizioni…

17 Maggio 2026 13:30
  • Mostre

Chi dice la verità? Ndayé Kouagou mette sotto processo il linguaggio alla Collezione Maramotti

In concomitanza di Fotografia Europea 2026, a Reggio Emilia si apre Heaven’s truth, prima personale in Italia dell’artista francese Ndayé…

17 Maggio 2026 13:00
  • Mercato

Il vino, il desiderio, le conseguenze della guerra: gli Old Masters secondo Van Ham

La casa d'aste di Colonia presenta il catalogo di "Fine Art": da uno studio di nudo di Gustav Klimt (che…

17 Maggio 2026 12:33
  • Fotografia

Other Identity #203, altre forme di identità culturali e pubbliche: Paolo Cenciarelli

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

17 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Nelle foto di Francesca Magnani passa il teatro umano della metropolitana

La fotografa italiana Francesca Magnani tra gli 11 autori invitati a Fotozofio, rassegna fotografica dedicata al tema della memoria, in…

17 Maggio 2026 9:30