Frans Francken II (1581 – 1642) Allegoria delle conseguenze della guerra Olio su tavola | 56 × 76 cm Stima: € 30.000 – 40.000
Reduci dalla Biennale di Venezia e dalla settimana del mercato di New York, i collezionisti non smettono di guardare agli Old Masters come maestri eternamente contemporanei. Da Van Ham, a Colonia, torna l’appuntamento con la vendita di Fine Art (22 maggio), una ricca selezione di lavori di importanza internazionale. Li ripercorriamo attraverso cinque top lot.
Si parte dall’Allegoria delle conseguenze della guerra di Frans Francken II del 1615 circa, proveniente dall’ex collezione del principe elettore di Sassonia Augusto il Forte, figura emblematica del fasto barocco che ambiva a trasformare Dresda in un centro d’eccellenza per l’arte e la cultura. Al centro dell’opera si impone la figura del collerico, la cui mano armata è guidata dal dio della guerra Marte. Senza esitazione, egli calpesta le personificazioni della prudenza, della forza e dell’Europa stessa, mentre la poesia, accompagnata dalla colomba della pace e dalla speranza, fugge davanti alla sua furia. «Anche se oggi la lettura delle figure allegoriche qui raffigurate può risultare non immediata», rivela a exibart una nota della casa d’aste, «il messaggio dell’opera resta di grande attualità: a quasi quattro secoli di distanza, gli effetti della guerra continuano ad essere devastanti». Ora in vendita con una stima di € 30.000-40.000.
L’asta di Van Ham presenta anche un importante dipinto di Michiel Sweerts, nuova aggiunta al corpus del pittore fiammingo attivo a Roma nel primo Seicento. Si tratta del Ritratto di gentiluomo in abito nero con colletto di pizzo, considerato dal curatore del Rijksmuseum di Amsterdam, Dr. Jonathan Bikker, un’opera autonoma di grande rilievo. Una raffinata regia luministica che rivela chiaramente l’influenza di Caravaggio, ma anche un approccio meno celebrativo e più introspettivo rispetto alla tradizione ufficiale. La stima? € 200.000-400.000.
Si prosegue con la Caccia al cervo di Claes Nicolaus Pietersz. Berchem, uno straordinario esempio di pittura olandese del XVII secolo (stima: € 50.000 – 80.000), e poi con La degustazione del vino di Johann Peter Hasenclever, tra i capolavori della sua pittura di genere a carattere social-realista (stima: € 20.000 – 30.000). «Più che una semplice scena quotidiana, il dipinto costruisce con attenzione un’interazione sociale tra diversi ambienti», rivela ancora la casa d’aste. «Inserita nel contesto della pittura borghese del Vormärz, l’opera riflette visivamente le tensioni sociali dell’epoca. La possibile presenza dell’artista all’interno del gruppo suggerisce una regia consapevole, sospesa tra osservazione e partecipazione. La scena può essere letta come un’allegoria della comunità sociale, ma anche della sua intrinseca fragilità».
Si arriva fino al XIX secolo con un delicato studio di nudo di Gustav Klimt, che cambia la conoscenza dell’artista fino a questo momento: la casa d’aste lo presenta come lo studio preparatorio per il dipinto Danza (1885-86), destinato alla decorazione del teatro di Karlovy Varystima. «Si tratta di un’opera eccezionale, è la prima volta che Klimt raffigura una figura femminile dal modello vivente e non – come fino ad allora consueto – da una fotografia. In questo senso, il disegno rappresenta una vera e propria sensazione, come sottolineato anche dall’esperta della grafica di Klimt, Marian Bisanz-Prakken». La stima è di € 10.000-20.000.
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