Categorie: Speednews

Il movimento degli opposti. Al Nhow Hotel di Milano, arte e design a confronto sul genere

di - 29 Novembre 2018
Al Nhow Hotel di Milano, è in esposizione “Wemen”, mostra collettiva in cui artisti e designer scelti dalla curatrice Elisabetta Scantamburlo entrano in scena per comunicare e confrontarsi su un tema di attualità: il dialogo tra il genere maschile e femminile. Due mondi attanagliati da divergenze evidenti ma che trovano un punto d’incontro per unirsi e interagire. Artisti e designer indagano nel profondo queste due realtà, arrivando a scoprirne le zone più profonde.
Attraversando il tunnel d’ingresso dell’albergo veniamo accompagnati da un’onda che ci prende per mano e ci porta negli interni dell’edificio. Prima di oltrepassare la soglia, due ali ci abbracciano, un’opera realizzata dall’artista Simona SantaSeveso che indaga l’importanza dell’epidermide come fattore di identità umana e la necessità di accettarci in modo poi da poter prendere il volo. Appena entranti ci inoltriamo nei dipinti dell’artista albanese Arian Llani che, richiamando il cubismo di Picasso, rappresentano un uomo e una donna che si percepiscono ma non totalmente. È l’individuo di oggi, in continuo cambiamento, soggetto alle difficoltà della vita e costretto a confrontarsi sia come singolo che come coppia. A richiamare la figura femminile e maschile nella pittura è Paolo di Rosa, con le linee che si muovono sinuose in contesti metafisici, dove un filo li unisce o li separa ma non li abbandona. Non manca l’utilizzo del linguaggio fotografico, come nelle opere analogiche di Richard Heeps, che si sofferma sulle trasformazioni, avvenute negli ultimi dieci anni, nel mondo della moda e nel ruolo della donna visto dal sesso maschile, identificato da una presenza ambigua. Da contrapporre all’arte, all’interno degli spazi, troviamo allestimenti realizzati con opere di design, ne è un esempio la panca realizzata dal designer brasiliano Sérgio Matos, in cui le linee rosse in metallo si intrecciano, identificando l’unione tra maschile e femminile. E poi le sedute di Anacleto Spazzapan, in apparenza prive di pesantezza corporea, esili e fragili ma che rivelano il loro lato solido. Il materiale stesso identifica il genere che si vuole rappresentare e, in questo caso, è il ferro che raffigura caratteristiche di fattezza maschile.
I pezzi selezionati vogliono richiamare l’attenzione sul movimento di unione tra gli opposti, figure che nascono singolarmente ma prendono valore e spessore nel momento in cui comunicano con altre. (Gaia Tonani)

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30