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Ho visitato la mostra collettiva curata da jeff koons al new museum di new york.
La mostra è una sorta di magazzino; di riassunto delle collezione greca. Dicono che questa operazione serva per aumentare il valore di certe opere. Nel vedere la mostra lucidamente, la sovrapposizione e la ripetizione imbarazzante di alcuni codici, sembrerebbe diminuire il valore delle singole opere. In ogni caso questo grande market mi sembra riflettere la fase di affaticamento che stiamo vivendo, e soprattutto, la fase appena trascorsa. Fase forse troppo euforica e sovrastimata. A me sembra che la mostra ammetta che qualcosa non è funzionato. Non mi sembra una mostra che mostra i muscoli, ma (forse consapevolmente) un piano fitness venuto male. Non so se Koons abbia voluto comunicare questa ironia amara. A vedere l'allestimento sembra di sì.
La mostra di koons è molto "iconica". Viene presa bonariamente in giro dal new york times come : la mostra mainstream del museo anti-mainstream. Da segnalare l'opera del nostro Roberto Cuoghi (artista che apprezzo anche) e che ha presentato la riproduzione gigante di un dio assiro presente in piccole dimensioni al Luovre. Opera che potrebbe appartenere a circa 200-300 artisti nel mondo. Nel senso che si tratta (anche quì) di esorbitare un buon riferimento colto, arrivando ad una sorta di spettacolarità ambigua e lugubre, tipica del nostro roberto cuoghi. Devo dire ottima scelta del riferimento colto. Mi sembra che vince chi pesca la citazione colta più interessante. Cosa succede se esorbitiamo una piccola riproduzione di un dio assiro? Visto che gli assiri sono stati una civiltà che dicono essere molto evoluta e quasi-sconosciuta?
più o meno quanto successo,in piccolo, al macro con la mostra NY minute..ma qui naturalmente nessuno ha aperto bocca..non sia mai
Ma il banner della mostra a Bologna nella otto gallery nothing to hide non presenta il nome sbagliato dell'artista?non mi pare si chiami urs luethi