L’Estetica dei non-luoghi secondo Omar Calabrese. Non si tratta del titolo di un dotto saggio accademico, ma di un ciclo che prevede un anno di mostre e incontri incentrati sul noto topos proposto dall’antropologo Marc Augè – il non-luogo, appunto – moderna costruzione che non rivela traccia della cultura locale o nazionale che l’ha prodotta, ma che anzi la supera, ripetendosi in tutto il mondo sostanzialmente allo stesso modo. E in un non-luogo per eccellenza – un centro commerciale – a Cortenuova, nel bergamasco, si inaugura giovedì 13 aprile la mostra Hic sunt leones, che segna anche l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo, denominato Acciaierieartecontemporanea. Una sorta di preview, che presenta un’installazione composta da più video in cui su ogni schermo una personalità del mondo culturale italiano racconta alcune famose non-mappe. La mostra, curata da Calabrese con Maurizio Bettini, percorre un viaggio attraverso i luoghi fantastici elaborati dalla letteratura dall’antico fino all’Ottocento. Le opere esposte sono proiezioni di mappe di nonluoghi, mappe di territori inesistenti, create dalla fantasia, dal mito di Atlantide all’ Isola del tesoro di Stevenson, dalla Nova Atlantys di Francis Bacon alle Terre di mezzo di Tolkien. Il progetto proseguirà a settembre con la mostra Voi (non) siete qui, che propone la visione dei non-luoghi attraverso i grandi artisti del Novecento, con opere che si sono misurate con questo tema, da Boccioni a De Chirico, da Carrà a Breton a Paul Klee, fino ai grandi nomi dell’arte contemporanea quali Pomodoro, Parmigiani, Pistoletto, Boetti, Fabro. L’ultima tappa (febbraio 2007) sarà una mostra sulle non-persone, ovvero sugli abitanti immaginari dei non-luoghi ancora una volta raccontata dalla grande arte del Novecento. Si parte dai manichini di De Chirico per giungere ai personaggi del Triadische Ballet di Oskar Schlemmer, passando per le non-persone di Magritte, per le silhouettes senza fisiognomica di Folon. Saranno presentate anche le sequenze di film con personaggi impersonali come Metropolis di Fritz Lang.
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