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Il testamento del divo dal buon cuore: Robin Williams torna a far parlare di sé, con una donazione molto speciale. E lunga 25 anni

di - 3 Aprile 2015
Ha fatto discutere da vivo, e anche piangere, ridere, emozionare. E ci riesce anche da morto. Mister Robin Williams, uno dei più grandi attori che le ultime decadi abbiano conosciuto, suicidatosi questa estate e commuovendo il mondo intero e gli Stati Uniti in primis, oggi torna a far parlare di sé per un testamento un po’ inusuale, ma che fa parte della sua pelle “da star” senza pregiudizi (almeno per quello che ha pubblicamente dimostrato). Un divo complicato, come tutti i grandi talentuosi, accompagnato dalla depressione ma anche dalla voglia di fare del bene.
E così, dall’aldilà, Robin Williams farà il filantropo per i prossimi 25 anni a favore di un’associazione che si occupa, in America, di destinare fondi ad associazioni umanitarie come “Medici senza frontiere” o “Make a wish”: la Windfall Foundation.
Cosa succederà? Semplice: che tutti i pagamenti per i diritti d’immagine di Williams (appunto fotografie, citazioni, frasi di film, etc) andranno proprio alla Windfall e non a qualche erede o a qualche major.
Windfall è stata creata dai rappresentanti legali dello stesso attore e fino all’11 agosto 2039, nessuno potrà utilizzare l’immagine di Williams, in nessun caso. Qualsiasi altro introito derivante dal suo uso dovrà andare in beneficenza.
La novità assoluta è che il testamento solidale dell’attore contempla i diritti di immagine post mortem considerandoli esattamente alla pari dei beni materiali: case, conti bancari, gioielli, auto, opere d’arte, ed è la prima volta che si fa strada un caso simile.
Un regalo cospicuo, visto che non stiamo certo parlando dell’ultimo degli sconosciuti sulla terra, e che farà fruttare ben bene la beneficenza.
A chi sperava in film inediti, o qualche altra prova “d’artista”, non resta che rassegnarsi. E soprattutto, vale la pena dire, che questo modello di un testamento “solidale” sarebbe particolarmente utile per la società.
Chissà, forse potrebbe essere pure reso obbligatorio per determinate categorie, o almeno innescare proselitismo, anche se stando ai sondaggi pare che questa forma di lascito sia cresciuta dal 10 per cento (in Italia) negli ultimi dieci anni. D’altronde il denaro serve sulla terra, o no?

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