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Il Tondo della discordia. Interrogazione di Stefano Fassina sul riallestimento degli Uffizi

di - 23 Luglio 2018
Questo allestimento non s’ha da fare. A muovere i suoi dubbi sulle recenti risistemazioni della Galleria degli Uffizi è stato Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, che il 16 luglio ha indirizzato una interrogazione al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. La sala della discordia è la 41 del corridoio di ponente che, fino all’ottobre 2016, ha ospitato i dipinti di Sandro Botticelli, ora riallestiti in nuovi spazi, e che, da giugno di quest’anno, ha visto riunire il Tondo Doni di Michelangelo con i due ritratti di Maddalena e Agnolo Doni di Raffaello, giunti da Palazzo Pitti.
In particolare, Fassina ricorda che «Il direttore-manager tedesco Eike Schmidt stava lavorando per dedicare un percorso autonomo all’interno del museo, più rapido, alternativo a quello completo, dislocato su due piani. Si tratta di un progetto la cui realizzazione avrebbe implicato una serie di traslochi a effetto domino in alcuni degli ambienti più iconici del museo, determinando più che un semplice riallestimento, un cambio radicale di prospettiva». Inoltre, continua il testo, «A differenza di quanto deciso in passato da parte del precedente direttore Antonio Natali il quale aveva scelto di affiancare al Tondo Doni di Michelangelo la monumentale scultura antica dell’Arianna addormentata, in un allestimento di particolare suggestione, ora il relativo allestimento risulta essere a giudizio dell’interrogante discutibile». Per queste ragioni, il ministro Bonisoli dovrà chiarire il suo orientamento, «considerato che la trasformazione è avvenuta per venire incontro al turismo di massa», oltre ad assicurare iniziative «volte a quantificare il costo di questa operazione».
Proprio domani, Bonisoli sarà chiamato a illustrare le linee guida del suo dicastero alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, già descritte in una prima seduta due settimane fa, quando il ministro si concentrò sulle nuove politiche a favore del lavoro nel settore culturale e sulla rinnovata attenzione ai piccoli centri, al di là dei grandi attrattori. Come si concilierà questa che sembra annunciarsi come una inversione di rotta – rispetto al mistero targato Dario Franceschini – con la delega al turismo affidata alla Ministero delle Politiche Agricole? Lo sapremo presto, visto che, nella stessa giornata, è prevista anche l’audizione del ministro Gian Marco Centinaio.

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