Jacopo Comin. Sarebbe questo in vero nome dell’artista che tutti fino a oggi hanno conosciuto come Jacopo Robusti, detto Tintoretto, genio dell’arte veneta del Cinquecento. La scoperta – stando a quanto riportato da The Art Newspaper – si deve a studiosi spagnoli del museo del Prado, che si prepara ad inaugurare la più grande retrospettiva dell’artista da Settant’anni a questa parte. Fino ad oggi l’unico dato certo era il nome di battesimo, Jacopo, mentre Tintoretto era un nom de plume dovuto all’attività di tintore del padre Giovanni, così come Robusti, riferito al vigore con cui lo stesso si distinse nella difesa di Padova contro le truppe imperiali nel 1509. Ricerche d’archivio avviate da Fernando Checa, ex direttore del Prado, e condotte dal curatore Miguel Falomir, hanno consentito di risalire al cognome Comin – dialettale padovano della spezia comino -, mentre lo studio della genealogia ha portato ad appurare origini bresciane per la famiglia (finora si pensava ad origini lucchesi). Jacopo Comin – Robusti – Tintoretto sarebbe inoltre stato il più anziano di ventidue fratelli, ed avrebbe avuto una figlia, Marietta, da una donna tedesca, prima di sposare Faustina.
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