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Il Woodpeacker e le sonorità espanse di Biosphere. A Milano Marittima si chiude il MAGMA Fest, recuperando spazi urbani e usando graffiti

di - 3 Luglio 2016
Stasera alle 20 nei suggestivi spazi del Woodpecker a Milano Marittima (Ravenna) si chiude il MAGMA/Modulo Fest 2016 con l’elettronica del norvegese, Geir Jenssen (Tromsø, 30 maggio 1962) in arte Biosphere (preceduto dalle 18 da Marco Acquaviva in arte HDADD).
Un’occasione per cultori di ambienti sonori certamente ma anche per street Hunter, per ammirare i graffiti conservati al suo interno, attribuiti a Blu.
Il Modulo Fest è occasione per condividere l’iniziativa di recupero di spazi urbani fino a qualche tempo fa abbandonati ma anche momento per ricordare l’architetto Filippo Monti che con straordinaria capacità inventiva progettò negli anni sessanta il Woopeacker, una cupola di vetroresina di 16 metri di diametro – suddivisa in 23 spicchi fatti realizzare dai cantieri navali della Ferretti di Forlì, con un’armatura in acciaio e un basamento in pregiato marmo grigio carnico. Utilizzato come discoteca fino al ’75 a seguito di incendio nel vano servizi che causò gravi danni venne chiuso e più riaperto.  Questo spazio che dall’alto sembra un’astronave in mezzo al nulla – in realtà prossimo alla Pineta è stato rilevato qualche anno fa dal Comune di Cervia che ne è l’attuale proprietario.
Il Festival che si inserisce nel ricco calendario di appuntamenti organizzati per la Notte Rosa ha connesso gli spazi si direbbe alieni del Woodpeacker, alle stanze dismesse dell’ex Centro Climatico Marino con la mostra collettiva “Bruma” a cura di Marco Samorè con gli interventi scultoreo-installativi di Sergia Avveduti, David Casini e Marta Pierobon, quelli pittorici di Giulio Zanet, i collage di Kensuke Koike e il lavoro fotografico e sonoro di Carolina Martines insieme alla installazione video inedita As Soon As Possibile. Performance loop”realizzato da Mario Gorni/Careof, prima della presentazione di “The Class of Marina Abramovic” presentata al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel giugno del 2003.
Queste iniziative si configurano baluardo in difesa di un patrimonio architettonico che è memoria industriale da conservare, tutelare e far vivere. (Paola Pluchino)

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