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In “Haltadefinizione”: Il giro del mondo dell’arte italiana all’epoca della sua riproducibilità tecnologica. |

di - 3 Marzo 2012
Haltadefinizione, azienda internazionale del settore della ricerca e dello sviluppo di tecnologie hardware e software applicabili all’acquisizione e alla visualizzazione di immagini di altissima qualità   esporta l’arte italiana nel mondo. Grazie a un sofisticato procedimento di ripresa fotografica per produrre immagini i cui dettagli, ingranditi fino a 100 volte e più, sono visibili senza alcuna perdita di risoluzione e senza che l’immagine risulti in alcun modo “sgranata”. Migliaia di scatti ricomposti che
vanno a ricomporre una visione  difficilmente sperimentabile ad occhio nudo con la possibilità di apprezzare dettagli minuscoli, fino al singolo colpo di pennello.
La riproduzione de”L’Ultima Cena” di Leonardo con la quale la casa ha esordito con i suoi shooting nel 2007 questo mese sarà pubblicata su National Geographic: 34 lingue nel mondo e oltre 9 milioni di copie vendute.
E La Primavera di Sandro Botticelli, stiamo sempre parlando della riproduzione, volerà a New York nella boutique di Bulgari sulla Fifth Avenue, che allestirà le sue vetrine con una gigantografia del dipinto.  Nel caso della Primavera di Botticelli, per esempio, sono 1519 le scansioni di altrettante porzioni del dipinto che costituiscono l’immagine, con una risoluzione totale di ben 28 miliardi di pixel, dettagli di 15 millesimi di millimetro  e un “peso” del file di quasi 300 gigabyte.
Un risultato impressionante osservabile anche in “Visioni impossibili – Botticelli, Leonardo e Raffaello: nuove tecnologie per vivere l’arte”, fino all’11 marzo al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, dove saranno esposte 7 riproduzioni di Raffaello, Leonardo e del Botticelli. Certo forse l’Umberto Eco di “Apocalittici e Integrati” potrebbe tenere una lezione sul potere che queste icone hanno nei confronti del pubblico e chissà se Benjamin riconoscerebbe una caduta dell’aura (un poster della Primavera sul sito dell’azienda costa 79euro). Di certo chi ha osservato dal vivo queste “tele”, perché in fondo se illusione (e stupore) deve essere almeno facciamo gli illusi fino in fondo, ha riportato l’impressione di aver osservato un’opera fredda. Stupefacente si, ma senza vibrazioni.

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