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Inaugurazione del nuovo museo di Arte Sacra ‘san Francesco’ a Greve in Chianti

di - 8 Settembre 2002

Il Museo di Arte Sacra di Greve in Chianti nasce dalla convenzione tra il Comune di Greve in Chianti e la Curia di Fiesole, con la collaborazione della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Firenze.
Nella realizzazione di questo progetto si deve ringraziare per il generoso contributo l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha consentito con il proprio finanziamento il completamento dei restauri delle opere d’arte esposte.
Il Museo è corredato di un catalogo a cura di Rosanna Caterina Proto Pisani , edito da Becocci Scala, collana de Lo Studiolo.
La finalità di questo Museo, che fa parte di un fittissimo piano di piccoli musei territoriali, realizzato di concerto fra gli Enti Locali, le Curie e le Soprintendenze, è di lasciare le opere d’arte, provenienti da chiese non più officiate ed in molti casi abbandonate, il più vicino possibile alle zone di provenienza, patrimonio culturale della comunità alla quale appartengono e testimonianze preziose di ininterrotti legami culturali con il proprio territorio.
Per la valorizzazione ulteriore di queste realtà museali, il Comune di Greve in Chianti partecipa ai progetti di rete “Chianti Musei” – Musei del Chianti Fiorentino e “Open Museum” – Cinque Verdi Terre.
Il Chianti è un territorio che ha svolto un ruolo politico importante nella lotta fra Siena e Firenze: nel Trecento, con la supremazia di Firenze, venne organizzato nella Lega del Chianti, Lega di Val di Greve e Lega di Cintoia.
La Podesteria di Val di Greve, che comprendeva le Leghe di Val di Greve e di Cintoia, è l’antenata del Comune di Greve in Chianti.
Sede del Museo, ordinato dalla Soprintendenza, è l’Ospizio di San Francesco , posto a pochi passi dalla piazza di Greve, sulla strada per Montefioralle.
Il recupero di questo importante edificio, che stava ormai trasformandosi in rudere, ha richiesto impegnativi lavori e restauri, a partire dal 1993, sotto la direzione degli Architetti Piero e Franco Roselli , lavori che saranno documentati con una mostra fotografica visibile all’interno del Museo nel mese di settembre.
Dipendente dal Convento della Croce di San Casciano, l’Ospizio di San Francesco fu edificato dopo il 1492 come sosta dei francescani che si recavano da Firenze a Siena e come ricovero dei frati che effettuavano la questua nel territorio grevigiano.
Il percorso museale inizia nell’annesso oratorio di San Francesco, dominato dalla splendida terracotta policroma rappresentante il Compianto di Cristo, attribuito a Santi Buglioni , contornata da una ghirlanda robbiana.
In questo ambiente, accanto a dipinti seicenteschi, sono state sistemate interessanti sculture, quali il bassorilievo quattrocentesco in marmo rappresentante San Francesco e la Madonna col Bambino attribuita a Nanni di Bartolo .
Nella sagrestia è stata sistemata la sezione dei tessuti, esemplificata da diverse tipologie di paramenti – piviale, pianete, velo omerale. In questa sala sono presenti due oggetti straordinari: la trecentesca Croce reliquiario in cristallo di rocca proveniente dalla Chiesa di Santo Stefano a Montefioralle ed una piccola vetrata cinquecentesca rappresentante San Silvestro della Bottega dei Gesuati , proveniente dalla Chiesa di San Silvestro a Convertoie.
Al piano superiore l’esposizione museale prosegue in due sale: una dedicata ai dipinti, tra i quali si segnalano una Annunciazione trecentesca, ma anche la pala giovanile di Francesco Granacci rappresentante la Madonna col Bambino fra i Santi Bartolomeo e Francesco, un dipinto di scuola fiorentina del primo quarto del secolo sedicesimo rappresentante la Madonna col Bambino tra i Santi Antonio Abate e Lucia, che presenta nello sfondo un’accurata descrizione del Castello di Sezzate.
Accanto a dipinti seicenteschi – Montini, Curradi – sono esposte opere del settecento – Moriani, Dandini – e dell’ottocento – Santa Rosa di Michele Gordigiani .
L’altra sala è destinata alla sezione delle oreficerie, che espone diverse tipologie di oggetti – calici, pissidi, ostensori – tra i quali vanno segnalati il turibolo e la navicella di Montescalari, eseguiti da una bottega orafa milanese nel 1611.
Una ricca documentazione fotografica esposta su pannelli esplicativi accompagna il visitatore che, partendo da questa piccola ma preziosa raccolta, è invitato a seguire una serie di percorsi per cercare i tesori del Chianti che hanno ancora il privilegio di essere custoditi nei luoghi di origine.
Dagli antichi tracciati viari ai castelli, dai borghi alle pievi, si dispiegheranno sotto gli occhi del visitatore la storia di battaglie ed assedi, la costituzione di leghe, la presenza di nobili famiglie che, soggiornando nelle loro signorili dimore, hanno commissionato dipinti, sculture ed arredi per le chiese sulle quali esercitavano il loro patronato.



L’inaugurazione del Museo è fissata per Domenica 8 settembre a partire dalle ore 12.00 alla presenza del Sindaco, Paolo Saturnini, del Vescovo, S.E. Mons. Luciano Giovannetti, dell’Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Arch. Mariella Zoppi, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, Elisabetta del Lungo, dei Soprintendenti Prof. Antonio Paolucci ed Arch. Domenico Valentino .


gli orari:
estivo: GIO – VEN 10.00 – 13.00 / SAB – DOM 16.00 – 20.00
invernale: GIO – VEN 10.00 – 13.00 / SAB – DOM 15.30 – 18.30

Info: 055-85.45.215 / 055-85.46.287


www.chiantimusei.it

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