Il critico Maurizio Calvesi ne parlò, anni fa, in un editoriale sulla rivista ARS, che all’epoca era da lui diretta. La toponomastica stradale della capitale trascura colpevolmente i nostri grandi maestri del Novecento, relegando quei pochi che vengono considerati in periferie irraggiungibili e distantissime da qualsivoglia svolgimento delle dinamiche civiche e della vita sociale della città. E se Lucio Fontana, Sironi, Licini, Depero ed altri si sono aggiudicati qualche straduccia laddove il ‘Raccordo’ incrocia la ferrovia Roma-Tivoli; se a Morandi, a Capogrossi, de Chirico, De Pisis, Severini, Carrà e addirittura a Pino Pascali sono dedicate slarghi e vie nei pressi di Centocelle, se Giacomo Balla ha una viuzza a ridosso della periferia cresciuta lungo il tratto urbano dell’A24, ci sono nomi dei grandi e dei grandissimi del Novecento che non sono ancora stati presi in considerazione.
Rischiando di esser considerati retorici, ci sentiamo in dovere di sensibilizzare i nostri lettori su questo tema facendoci promotori di una proposta organica che, come Exibart, presenteremo all’Ufficio Toponomastica del Comune di Roma appena dopo l’incipiente estate. In tal senso chiediamo ai nostri lettori di inviarci delle proposte (anche con motivazione e biografia dell’artista) di inserimento nella lista che presenteremo all’email redazione@exibart.com.
Di seguito alcuni nomi che abbiamo estrapolato dalle vostre segnalazioni spontanee degli scorsi mesi.
Alberto Burri
Renzo Vespignani
Gino de Dominicis
Tano Festa
Mario Schifano
Franco Angeli
Piero Manzoni
Alighiero Boetti
Mario Mafai
Scipione (Gino Bonichi)
Fausto Pirandello
Renato Guttuso
Arturo Martini
Leoncillo
Mino Maccari
Giulio Carlo Argan (critico)
Cesare Brandi (critico)
Mario Salmi (critico)
Antonietta Raphael
Adolfo Wildt
Fausto Melotti
Marino Marini
Giacomo Manzù
Pericle Fazzini
Afro Basaldella
Mirko Basaldella
Giulio Turcato
Mario Radice
Manlio Rho
Mauro Reggiani
Luigi Veronesi
Bruno Munari
Albe Steiner
Pier Luigi Lavagnino
Ennio Morlotti
[exibart]
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Vi prego non dimenticate Giuseppe Zigaina e il grande Francis Bacon, al quale si adatterebbe meglio una piazza che una via.
Perche' non aggiungere anche Emilio Vedova? Naturalmente sempre facendo le corna.
Campa ancora il povero Beppe Zigaina. E fa le corna...
ma Giuseppe Zigaina non è ancora vivo? Credo, almeno..., se poi dobbiamo passare agli artisti stranieri la lista si allunga all'infinito, per nulla togliere al grandissimo Francis Bacon, per carità. La notizia di piazza Giulio Carlo Argan non può che fare piacere, oltretutto è stato anche sindaco di Roma..., nei pressi del San Michele sarebbe bello trovare spazio per Cesare Brandi "padre", tra l'altro, della grande scuola italiana del restauro...
e fa bene a fare le corna, per carità...per altri cent'anni!