Con 975mila visitatori nel 2008 è stata una delle biennali più visitate nel mondo. Come nel caso della Biennale di Gwangju, di cui si parlava nei giorni scorsi, anche alla
Liverpool Biennial si parlerà un po’ italiano, dopo che – in un’annata molto brillante per i curatori italici in trasferta – Lorenzo Fusi è entrato nel team curatoriale guidato dal direttore artistico Lewis Biggs.
Touched è il titolo della mostra internazionale per questa sesta edizione, programmata fra il 18 settembre e il 28 novembre prossimi. Una mostra che vuole coinvolgere, contagiare il visitatore, con oltre la metà delle commissioni ubicate in luoghi inaspettati, negozi abbandonati e grandi depositi, una caratteristica della rassegna inglese sin dal suo debutto nel 1999.
Italia artistica tutta al femminile, rappresentata da
Rosa Barba e la grande
Carol Rama, che parteciperà – così come
Tehching Hsieh, Kris Martin, Otto Muehl e
Ryan Trecartin – con lavori già prodotti, ma mai esposti prima nel Regno Unito. Fra gli altri artisti presenti nelle varie sezioni ci sono
Diango Hernández, Alfredo Jaar, Franz West, Raymond Pettibon, Tania Bruguera, Magdalena Abakanowicz, Minerva Cuevas, Meschac Gaba, Michael Clegg e Martin Guttmann, Daniel Knorr, Lee Mingwei, Rob Pruitt, Anton Vidokle / Julieta Aranda, Héctor Zamora, Sachiko Abe, Cristina Lucas, Antii Laitinen.
Per la prima volta, inoltre, la Biennale ha commissionato ad un artista –
Carlos Amorales – la strategia visiva del marketing di Touched.
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Rosa Barba...ma va?
Almeno per la barba non si attende il 90tesimo compleanno. Grande rama, mentre barba propone l'ennesimo cliché video che cerca nell'installazione ambientale una situazione d'opera più accattivante e ruffiana.Brava, ma artigiana del contemporaneo anche lei.