“Abbiamo espresso un giudizio positivo sull’iniziativa franco-canadese che intende investire l’UNESCO dell’incarico di elaborare uno strumento giuridico di valenza internazionale finalizzato alla tutela della diversità culturale” ha detto Urbani. L’obbiettivo è far valere il principio che i prodotti culturali non debbano essere soggetti agli obblighi di liberalizzazione che in ambito WTO alcuni Stati membri intendono imporre.
Conseguenza del summit italo-francese dello scorso novembre è stato il varo di alcuni progetti nel campo editoriale e in quello cinematografico. Dopo tre mesi di lavoro è possibile oggi fare un primo bilancio, che si può definire positivo.
La stretta collaborazione tra il governo italiano e quello francese nella culminerà in uno dei più grandi eventi culturali del 2003, la realizzazione a Roma della mostra, dal titolo La Maestà di Roma , dedicata al ruolo di capitale artistica della Città Eterna tra il periodo napoleonico e la vigilia dell’unità d’Italia. Grazie al prestito straordinario di oltre 500 opere provenienti dai più prestigiosi musei del mondo, la mostra presenterà la produzione più rappresentativa delle colonie artistiche straniere a Roma, tra cui la più significqtiva è stata proprio quella francese. Il 7 marzo del 2003 il Ministro della Cultura francese Jean Jacques Aillagon, a testimonianza di questa intesa, sarà difatti a Roma per inaugurare tale iniziativa, che si articola in tre sedi: le scuderie del Quirinale, dove sarà allestita la sezione Universale ed eterna con opere di Turner, Canova e Thorvaldsen, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dove sarà allestita la sezione Capitale mondiale delle arti con opere di Bryullov, Hayez e Ivanov, e l’Accademia di Francia di Villa Medici, con la sezione Da Ingres a Degas. Gli artisti francesi a Roma, con opere di Corot, Gericault e Granet.
[exibart]
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