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Italiani a FIAC. Michele Spanghero ci racconta i suoi progetti a Hors les murs e Cinéphémère

di - 17 Ottobre 2018
A Parigi si stanno accendendo i riflettori sulla FIAC-Foire Internationale d’Art Contemporain e sui suoi eventi ufficiali all’esterno dei padiglioni fieristici che, dal 18 al 21 ottobre, faranno della Ville Lumière la capitale mondiale dell’arte. Tre le presenze italiane, Salvatore Arancio, con tre grandi sculture in ceramica, e Rosa Barba, con quattro lavori con i neon, entrambi a FIAC Projects, tra Grand Palais e Petit Palais, mentre Michele Spanghero sarà ospite di Hors les murs, al Jardin des Tuileries, con la scultura sonora Dià, e a Cinéphémère, cinema temporaneo all’esterno del Grand Palais, con il video Monologues.
Hors les murs è un appuntamento fisso della FIAC dal 2006 e, in un percorso all’aperto, pone in dialogo la scultura contemporanea e l’architettura storica della città. Tra le circa venti opere dell’edizione 2018, anche lavori di Franz West, Thomas Schütte, Richard Long e Alicja Kwade, selezionati da una giuria composta dai direttori dei principali musei francesi, come Vincent Pomarède, direttore della programmazione del Louvre, Bernard Blistène, direttore del Centre Pompidou, Jean de Loisy, presidente del Palais de Tokyo per citarne solo alcuni.
In questa occasione, abbiamo voluto conoscere più da vicino i lavori di Spanghero, che gli sono valsi la presenza in un evento tanto rilevante, accanto a nomi storici. «È un grande onore essere in un contesto e in un luogo così prestigioso. Con Parigi ho un legame speciale e questa partecipazione è frutto di un intenso lavoro di squadra con la galleria Alberta Pane. Sono felice che sia stata selezionata l’opera Dià, perché, benché molto astratta, parla del nostro tempo e invita al dialogo. È un’opera nata nel 2016, commissionata da Walking Art Project e installata per la prima volta sulla cima del Monte Pal Piccolo (1780 m), sull’attuale confine tra Italia e Austria, dove è stata combattuta la Prima Guerra Mondiale. Con Dià ho voluto connettere in modo simbolico, sia acusticamente che visivamente, i due fronti e i due confini. Penso che in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui i confini vengono nuovamente chiusi, un’opera che inviti al dialogo sia particolarmente significativa», ci ha raccontato Spanghero.
L’altro lavoro di Spanghero, il video Monologues (2014), sarà, invece, tra i lavori scelti per la nona edizione di Cinéphémère, rassegna di film d’arista presentata da Fondation d’entreprise Ricard e FIAC. La selezione di proiezioni di sabato, 20 ottobre, sarà curata da Carolina Ciuti, per LOOP FESTIVAL. I video saranno proiettati in un container convertito in un cinema con solo quattordici poltrone, collocato tra Grand Palais e Petit Palais. Monologues appartiene al progetto dedicato ai teatri, è stato girato al Regio di Parma e prende corpo attraverso il rapporto tra la risonanza acustica del teatro vuoto e il modificarsi della luce, alla ricerca della voce dell’architettura teatrale. (Silvia Conta)
In alto: photo Marc Dommage

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