Debutto nazionale per Je suis sang, imponente spettacolo teatrale -creato da Jan Fabre per il prestigioso Festival di Avignone- che declina in forma solenne l’interesse dell’artista fiammingo per il corpo umano, concentrandosi su uno dei suoi liquidi essenziali, il sangue. “Una fiaba medievale”, come recita il sottotitolo, a esemplificare il cuore della piéce: nonostante lo sviluppo che hanno subito la razionalità e la scienza, poco è cambiato dai “tempi bui” del Medioevo, poiché l’uomo nell’istinto e negli impulsi continua a farsi dominare dall’aggressività e da una sistematica sete di sangue.
Diciannove attori, danzatori e musicisti mettono in scena una grandiosa storia umana raccontata da una sequenza di tableaux vivents, ora estatici, ora lirici, ora estremi, attraverso passato, presente e futuro. I protagonisti fanno risuonare la bruciante voce del corpo come fonte di stimoli e di tabù sociali, naturalmente legati al sangue: ferite, mestruazioni, stigmate. Fino a giungere all’aspirazione ultima: l’idea di un corpo fatto di solo sangue, l’unico fluido capace di purificarsi da solo, privo del peso della carne e delle ossa. E’ così che si immagina l’uomo del futuro nell’ardita visione poetica di Jan Fabre.
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