Una location insolita ed evocativa, per il nuovo progetto di Stefano Cagol, incentrato sul tema del conflitto nella società contemporanea. Siamo in un forte austriaco di fine Ottocento, sull’Adamello, a 1534 metri d’altitudine. Un luogo denso di memorie, che ha visto esplodere la guerra e la morte. L’artista riflette simbolicamente sul concetto di scontro, proprio di questo difficile momento storico.
Le opere invadono il forte austriaco, affacciato sui ghiacciai, alle porte del Passo Tonale, amplificando e attualizzando l’atmosfera carica di storia delle antiche mura di pietra. I molteplici linguaggi contemporanei -fotografia, video, installazione- interagiscono con un ambiente dall’identità imponente, dando vita a un percorso site-specific. Il forte bellico diventa così una roccaforte sospesa tra culture differenti, ideologismi opposti, epoche differenti e conflitti costanti.
In alto, sventola la bandiera bianca di Cagol, silenzioso segno di resa. L’arte non può che zittirsi di fronte all’incomunicabilità e la violenza del passato e del presente.
link correlati
www.stefanocagol.com
www.white-flags.com
La quarta edizione di Contemporanea mette in rete 32 spazi della capitale, proponendo una lettura alternativa della scena artistica romana,…
Dai corpi ambigui di Nine Antico ai cattivi pensieri di Robert Crumb, il Napoli Comicon 2026 conferma il ruolo del…
Memorie di carta: per gli 80 anni del Totocalcio, Sisal ha presentato alla Biblioteca Braidense di Milano il restauro dei…
L’Iran smentisce il ritiro dalla Biennale Arte 2026 e chiede di poter aprire il proprio Padiglione durante l’estate: la dichiarazione…
Nella sua mostra al MAR di Ravenna, Francesca Pasquali indaga l’abitare contemporaneo, mettendo in discussione il significato della casa, attraverso…
Tra gli eventi collaterali della Biennale Arte 2026, Andrea Crespi porta, nell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, un'opera che…
Visualizza commenti
L'arte non può che ZITTIRSI...
???????????????????????
... ci mancava solo questa ...