Categorie: Speednews

La bellezza si insinua nei margini, e l’architettura entra in galleria: Nicola Pagliara negli spazi di Lia Rumma a Napoli

di - 20 Marzo 2017
La prima lezione di Architettura insegnata in tutti gli istituti, rimane quella di Le Corbusier: “La casa è una macchina per abitare”. L’architetto Nicola Pagliara (1933), professore della Facoltà di Architettura della Federico II di Napoli, nel corso dei suoi studi e viaggi, ha esteso la sua visione architettonica, analizzando la città non solo come un insieme di spazi abitati ma essi stessi viventi, organismi in fermento dotati di un’anima, un cervello e un destino. Dalla prima giovinezza, la curiosità per la forma e la dimensione lo spinge da Vienna alla Grecia, dal Medio Oriente agli Stati Uniti, accompagnato sempre dalle sue macchine fotografiche, la Rolleiflex e l’Hasselblad 500. A distanza di anni, per l’architetto, queste foto hanno acquistato un valore personale ed emotivo dove sono percepibili il continuo desiderio di ricerca della bellezza. Così nasce il suo Grand Tour, progetto fotografico in esposizione negli spazi napoletani della galleria di Lia Rumma e presentato in occasione di una conferenza. Pagliara è colpito dai momenti più umani, in alcuni casi appartati e, proprio per questo, la mostra prende il nome di “A Margine del Grand Tour”.
La documentazione fotografica ottenuta diventa poi materiale di studio, diretto non solo a se stesso ma anche ai suoi allievi. Ciò che vuole mostrare è un punto di vista diverso da quello accademico, presentato sui libri, non solo per la spazialità ma anche perché, nei suoi scatti, Pagliara cerca di catturare «un’immagine nella quale l’architettura era l’uomo con le sue debolezze». Per questo, spesso, l’edificio appare sullo sfondo, lasciando interamente la scena alla quotidianità. L’architettura diventa una scenografia, come nel caso del Bacio dove le colonne del Looshaus di Vienna sono al margine dell’azione e diventano puro ornamento, quasi a sbeffeggiare Adolf Loos, pioniere del razionalismo. (Michela Sellitto)

Sopra: Nicola Pagliara, Rendering del progetto Coropolis
Home page: Nicola Pagliara, Ritratto

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49