Maurizio Cattelan, Cai Guo-Qiang, Paul McCharty, Rirkrit Tiravanija. Per riprendere una tradizione segnata da artisti del calibro di
Henry Moore, Robert Morris, Louise Bourgeois, Antony Gormley, Marc Quinn. Nomi “pesanti”, che più di tante parole riescono a riassumere le linee di un evento che intende farsi sentire nel contesto del contemporaneo internazionale.
Parliamo della
Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, che alla sua quattordicesima edizione – fra giugno e ottobre prossimi – è stata “presa in carico” da Fabio Cavallucci con l’intento di rinverdire il prestigio che l’ha accompagnata fin dalla fondazione del 1957 e che negli ultimi anni sembrava un po’ appannato. Ora tutti i dettagli della rassegna arrivano –
ça va sans dire – grazie a
Exibart.onpaper, che le dedica un ampio articolo nel numero in uscita a giorni e in anteprima alla
Design Week milanese.
Una rassegna che indagherà per definire i significati della scultura nel presente delle arti visive ed in particolare sulla definizione attuale di “monumento”, divenuto nel corso del Novecento il principale bersaglio delle avanguardie: “
Sia che fosse di tipo civile, commemorativo oppure funerario, questo tipo di scultura è stato soppiantato da forme espressive meno vincolate al potere e più aperte alla sperimentazione”, come precisa lo stesso Cavallucci.
Altre anticipazioni? L’evento avrà un costo di un milione e mezzo di euro, selezionerà come location luoghi in reale disuso, e poi… Il resto cercatelo su Exibart.onpaper, come sempre in prima linea per darvi le notizie che cercate e non trovate…
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