Dodici artisti tra i più rappresentativi dell’Arte Contemporanea cinese sono esposti alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi, quella creata dall’architetto Frank Gehry ed inaugurata poco più di un anno fa. Bentu ovvero terra natale, è il titolo di questa mostra che esplora il concetto di locale e globale attraverso la riscoperta della propria identità. L’esposizione è arricchita inoltre di opere di artisti cinesi parte della collezione della Fondation Vuitton, tra cui Ai Weiwei qui con Tree (2010). Nati tra il 1963 e il 1987, questa dozzina di artisti esplorano, travolti dal rimescolamento delle mutazioni odierne, tematiche diverse come il rapporto tra Oriente ed Occidente. Quest’ultimo approccio lo ritroviamo in Xu Zhen qui presenta con la serie Eternity, in cui sovrappone la Nike di Samotracia e un Buddha proveniente dalle grotte di Tianlongshan: l’artista mette in relazione la spiritualità dell’opera e la sua riproducibilità nei media. Una Cina più tradizionale si trova nel lavoro di Hao Liang con The Virtuous Being (2015), che presenta un rotolo dove realizza, secondo le tecniche tradizionali della pittura su seta, leggeri paesaggi ispirati alla filosofia e alla storia cinese, attraversati da problematiche sociali odierne.
Tra le altre tematiche troviamo la società cinese e i suoi cambiamenti, vedi Qiu Zhijie con From Huaxia to China (2015), in cui attraverso un magnifico disegno di 370 per 120 centimetri rappresenta una mappa immaginaria con tanto di paesaggi, montagne e riviere, esplora le mutazioni culturali e geografiche tra la Cina antica e quella di oggi. Ma anche Yang Fudong, con Blue Kylin – A journal of Shandong (2008-2015) una installazione in bianco e nero su dieci schermi diversi, che presenta le trasformazioni della provincia di Shandong, attraverso i visi di operai che estraggono il metallo per oggetti di uso quotidiano, immagine di una Cina in via di sparizione.
Molto pittura invece con Liu Wei, Xu Qu, e il noto Liu Xiaodong. La mostra, che è aperta fino al 2 maggio, è accompagnata da diversi eventi musicali e cinematografici, ma anche performance e poesia. (Livia De Leoni)