Forme e modelli. La fotografia come forma di conoscenza. È questo il titolo del convegno organizzato dalla Società Italiana per lo Studio della Fotografia, che si tiene nella cornice sontuosa e isituzionalizzata della Noto Patrimonio Mondiale dell’unesco.
Il convegno si colloca in un’area non ben definita che sta tra lo studio dei fenomeni artistici, le scienze cognitive e le scienze sociali ed è proprio questa natura ibrida a renderlo interessante. Se infatti la fotografia diventa un comparto sul quale costruire un feudo di competenze o pseudocompetenze tende ad avvicinarsi a qualunque nicchia della pratica artistica o di quella espressiva, come l’acquerello, l’acquaforte, l’adobe illustrator o il capitello corinzio.
Nel momento in cui la fotografia diventa il pretesto per riflettere sui modi possibili per rappresentare la realtà, sulle relazioni tra percezione individuale (e quindi soggettiva o addirittura psicologica o biochimica) e condivisione sociale e politica allora diventa un terreno di indagine e di riflessione importante e attuale. L’arte contemporanea ha utilizzato molto la fotografia all’interno di questa consapevolezza o per rimbalzarci sopra ed è un vero peccato che al convegno partecipino pochi artisti (annunciati Francesco Radino e Roberto Bossaglia, Francesco Faeta ha all’attivo una attività di fotografo oltre al lavoro di saggista).
Partecipano peraltro studiosi di discipline, di orientamenti e di provenienza diversa, da Francesco Casetti e Carmelo Marabello che lavorano sul cinema, a David Freedberg del quale i lettori italiani possono leggere
Il potere delle immagini, pubblicato da Einaudi, a Berardino Palumbo, antropologo che ha lavorato sulla relazione tra festa e potere, a Luigi Russo che è il presidente della società italiana di estetica, a Giordana Charuty, che ha lavorato da antropologa anche sulla fotografia, a Philippe Dubois, autore de
L’atto fotografico, pubblicato in Italia da Quattroventi. (
vito calabretta)
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peccato che ci siano pochi artisti!?
Certo, se continuano a mandare inviti sempre e solo ai soliti radinobasilicojodiceecompagniabella...
Più che un convegno, una saga di fossili
IN QUESTI INUTILI MEETING DI FACCE IMPOMATATE, L'ARTE SI SPAVENTA E SCOMPARE NELLE PRIGIONI DELLA BUROCRAZIA.