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La fucina della critica italiana? È Exibart, dicono a Rivoli…

di - 22 Maggio 2007

In occasione della mostra A Rose Has No Teeth: Bruce Nauman In the 1960s/Una rosa non ha denti: Bruce Nauman negli anni Sessanta, il Castello di Rivoli invita studenti e giovani critici a proporre un testo originale relativo alla ricerca artistica di Bruce Nauman, protagonista delle avanguardie degli anni Sessanta, la cui opera continua ad avere un profondo impatto sull’arte più attuale. Tra i numerosi scritti pervenuti, il dipartimento curatoriale seleziona venti saggi inediti. Che succede? Che ben quattro dei venti testi prescelti sono opera di collaboratori di Exibart! Gabriella Arrigoni – con il saggio Camminare sui confini -, Alberto Osenga (La nascita della performance e l’opera di Bruce Nauman), Alessandra Troncone (A Rose Has No Teeth: la parola nell’esperienza concettuale e neo-concettuale. Centralità dell’opera di Bruce Nauman), Stefano Castelli, che con lo scritto Pop Art e scatologicità sublimate nell’opera di Bruce Nauman ha avuto addirittura una menzione speciale, riservata a cinque critici.

[exibart]

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  • eh grazie! la Troncone è imparentata con la Giovanna Cassese: prof.ssa universitaria conosciuta e rispettata...

    belle scoperte stì concorsi.

  • In proposito, suggerisco l'invito di Man Ray: "di non sottoporre mai un'opera a una giuria nè di concorrere a un premio" Di solito i vincitori di tali premi, scelti dalle giurie scendono rapidamente nel dimendicatoi.
    Savino Marseglia
    (storico dell'arte indipendente)

  • perchè invece di fare sempre i soliti critici che cercano parentele nascoste non siamo capaci di pensare che possono esistere persone in grado di camminare con le proprie gambe indipendentemente dai propri dati anagrafici?

    perchè invece di criticare per partito preso non si entra nel merito dei testi scelti?

  • Più che dirlo a Rivoli, lo dite voi.
    Più passa il tempo, più ve la tirate, ad Exibart.
    Ma siete sicuri che vi faccia buon gioco? Assomigliate sempre più alle riviste che spesso snobbate e denigrate

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