Qualcuno pensava che fosse impossibile fare una galleria d’arte più piccola della famosa “Wrong Gallery” del trio Cattelan – Gioni – Subotnik? Ebbene, ora sarà costretto a ricredersi, visto che a Siena nasce una galleria grande… pochi centimetri, quelli di un box con interfaccia di download Usb. I promotori dell’Usb Gallery – questo il nome – sono i giovani artisti senesi Francesco Carone e Christian Posani, con la collaborazione di Valentina Tanni, critico e vicedirettore di Exibart.
L’iniziativa viene presentata nell’ambito di un vero e proprio happening culturale, con un workshop sulle potenzialità della cultura come fattore di sviluppo e sulle politiche innovative di valorizzazione delle città. L’opera ideata da Carone e Posani è a tutti gli effetti un singolare e inedito “spazio espositivo”. Nel concepire questo luogo i due non hanno pensato agli spazi cittadini in termini di cubatura, ma hanno considerato lo spazio a loro disposizione in termini di informazioni utili da diffondere. Hanno, insomma, ragionato in termini di byte e non di metri quadri. Una galleria digitale, pensata come uno spazio pubblico, aperto a chiunque abbia a sua disposizione un dispositivo USB (penne, i-Pod, lettori MP3, hard disk esterni).
Lo spazio della galleria e le opere in essa contenute saranno misurabili soltanto in byte, ma, come ogni altra galleria, anche la USB gallery dovrà essere visitata fisicamente per poter effettuare il download della mostra. Con una ricaduta in termini di presenze e di interesse verso il territorio. Una volta effettuato il download, la mostra risiederà sull’unità di archiviazione del visitatore. Così dell’opera originale sarà stato creato un multiplo. Il visitatore porterà con sé la mostra nella sua unità Usb fin quando non sarà in grado di scaricarne il contenuto su un computer. È solo a quel punto – in differita, quindi, e in un altro spazio – che inizierà la vera e propria interazione tra fruitore e opera d’arte. Il progetto prevede che all’interno della galleria vengano presentate mostre personali e collettive, con cadenza periodica, che concentreranno l’attenzione su alcuni artisti, italiani e internazionali, dediti alla sperimentazione creativa con le nuove tecnologie.
La tecnologia che sta alla base della Usb Gallery è stata sviluppata da Francesco Carone e Christian Posani in collaborazione con la Cooperativa Elicona, partner dell’operazione, mentre la cura del programma espositivo è affidata a Valentina Tanni.
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Fermo restando che non credo giusto che una iniziativa debba essere condanata al dimenticatoio informativo solo perché curata da un collaboratore del giornale, la invito a segnalarmi un caso, solo un caso di "outsider innovativo" che non ha trovato spazio su queste colonne. Coraggio...
Il problema è che dare spazio solo ai soliti noti, o "amici", significa toglierlo a possibili outsider, anche più innovativi di chi si inventa una Usb gallery, come in questo caso.
Si guarda solo ai soliti nomi ed alle solite piazze, e poi basta avere un buon copy...
Ma il problema dell'autoreferenzialità nel dorato mondo dell'arte contemporanea non credo che sia io il primo a sollevarlo.
Non capisco quale sia il problema se la curatrice del progetto faccia parte dello staff di Exibart. L'idea è interessante, Francesco Carone è un bravissimo artista,Posani ancora non lo conosco. Ma comunque, prima di dare giudizi, negativi o positivi, forse è meglio verificare in prima persona. Odio la moda di parlare "a priori". A me l'esperimento incuriosisce molto. Sicuramente mi organizzerò per una visita.
Bravi, date spazio a queste belle inziative autorefenziali!
Chi è il curatore? Putacaso il vicedirettore di Exibart?
Concordo con Tonelli, la forza di Exibart è il suo pluralismo che ha scompigliato l'informazione clientelare ed interessata delle riviste tradizionali