La notizia è giunta in Italia con un paio di giorni di ritardo, e vista da qui può sembrare che abbia voluto aspettare un giorno particolare. Un giorno speciale per la musica, il giorno in cui uno strepitoso
Tristan und Isolde ha fatto parlare tutto il paese, riportando il Teatro alla Scala di Milano ai fasti dei momenti migliori. All’età di settantanove anni, se ne è andato in Germania
Karlheinz Stockhausen, uno dei compositori che letteralmente ha incarnato i passaggi epocali compiuti dalla musica nel “secolo breve”. Nato a Kerpen-Mödrath il 22 agosto 1928, dopo gli studi alla Musikhochschule e all’università di Colonia inizia una parabola di compositore che rivoluziona la creazione, con nuove forme ma anche con l’inserimento di nuovi segni nella notazione musicale. Considerato uno dei fondatori della cosiddetta musica puntuale, è stato negli anni ’50 uno dei pionieri della musica elettronica e della elettro-acustica, fino alla musica spaziale, che trova applicazione nell’opera
Gesang der Jünglinge. In
Licht (Luce), una delle più imponenti opere liriche della storia, Stockhausen cerca di proporre un nuovo concetto di unitarietà dell’idea scenica e musicale. Nel maggio di quest’anno, il compositore era stato a Roma la guest star del festival
Dissonanze, alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, con due composizioni di sola musica elettronica, una delle quali in prima esecuzione mondiale, parti dei cicli
Klang (Suono – Le 24 ore del giorno) e
Licht (Luce – i sette giorni della settimana).
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Mi domando il senso di frasi "uno dei fondatori della cosiddetta musica puntuale", che si ripetono di sito in sito...
Musica puntuale non è certo uno stile, tantomeno una corrente, di cui esista un fondatore...è solo una tecnica di organizzazione dei parametri sonori, che ha antesignani in Anton Webern e Messiaen, poi sviluppato da Stockhausen e Boulez, tra gli altri, nei primi annni 50 del secolo scorso...
Sarebbe interessante un approfondimento sul rapporto di Stockhausen con le arti visive; del resto, è noto l'interesse per Paul Klee...
Interessanti sono le dichiarazioni della seconda moglie "ufficiale" di S., Mary Bauermeister (http://tinyurl.com/2zddzl), artista vicina a Fluxus:
Mary Bauermeister said (cited from the book “Stockhausen – A Biography” by Michael Kurtz, who in turn has cited from “Mary Bauermeister: Frühe Aktivitäten in Köln”, from an exhibition catalog called “Fluxus; Aspekte eines Phänomens”, for Museumverein Wuppertal): “For my paintings, Stockhausen meant structure and form… Something like the "Sand-Stein-Kugelgrupp" would be inconceivable without Stockhausen’s “Momente”… Conversely, what he saw in my work was the possibility of loosening rigid structures. He was really drilled in strict composition. So I brought a certain freedom by saying: if you have made a schematic form, you can unmake it too”.
http://tinyurl.com/32yve2
e ci sarebbe ancora molto da dire e sviscerare in maniera meno estemporanea di quanto fatto da me...
e